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Kostyuk-Andreeva, semifinale tesa al Roland Garros: “Come fa a dormire mentre il suo Paese uccide altra gente”

La 23enne tennista ucraina attacca le giocatrici russe in conferenza. Nel ribadire che non stringerà la mano all’avversaria, afferma: “Sanno benissimo cosa sta accadendo”.
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Marta Kostyuk ha conquistato l'accesso alle semifinali del Roland Garros 2026 battendo la connazionale Elina Svitolina (6-3, 2-6, 6-2) in un quarto di finale particolarmente combattuto, disputato in un contesto emotivamente delicato per il loro paese, l'Ucraina. La partita si è svolta a poche ore da una nuova ondata di attacchi russi su Kiev (che hanno provocato 22 morti, secondo le stime ufficiali), un elemento che ha inevitabilmente influenzato il clima attorno al torneo e le successive dichiarazioni della giocatrice. E il fatto di avere di fronte a sé quale prossima avversaria proprio la russa, Mirra Andreeva, ha suscitato una reazione molto forte da parte della 23enne tennista ucraina. Oltre a ribadire l'intenzione di non stringere la mano a rivali di quella federazione (lo fa dal 2022) ha usato anche una frase molto forte: "Non so come si possa dormire sonni tranquilli durante la notte quando il tuo paese sta uccidendo altra gente". Pochi giorni prima, in lacrime, aveva anche raccontato del missile caduto quasi vicino casa dei suoi genitori.

La posizione di Kostyuk sui tennisti russi

Il contesto è lo stesso da quattro anni a questa parte a causa della guerra di occupazione lanciata dalla Russia in Ucraina. Ed è in questo solco che allignano decisioni anche molto drastiche da parte di Kostyuk: non saluterà coloro che non hanno preso (e non prendono ancora) posizioni contro il conflitto. Secondo la tennista ucraina, il silenzio di molti colleghi provenienti dalla Russia rappresenta una scelta difficile da comprendere, soprattutto considerando la gravità della situazione.

Le parole della giocatrice sono arrivate in risposta a una domanda ricevuta in conferenza e riguardante alcune recenti dichiarazioni di tenniste russe, tra cui Diana Shnaider e Mirra Andreeva. "Shnaider, dopo aver battuto Oliynykova, ha detto: Non sto giocando contro un'avversaria, sto giocando contro una palla perché la palla è la stessa. Andreeva si è espresso così parlando di un match contro un'ucraina: Cerco davvero di giocare contro la palla che mi viene incontro, non importa contro chi sto giocando. È frustrante sentirlo? Sembra quasi che stiano cercando di evitare di parlare della situazione".

Una posizione che, secondo molti osservatori, rappresenta un tentativo di mantenere separati sport e politica. Kostyuk, però, non sembra condividere questa visione. "Non sono più frustrata, ma vorrei maggiore chiarezza – ha ammesso Kostuyk -. Sono tutti adulti. Sanno di cosa stanno parlando, sanno cosa sta succedendo. Hanno telefoni, hanno Instagram, hanno le notizie. Sono chiaramente consapevoli di ciò che sta accadendo. Se è qualcosa che vogliono evitare di discutere, devono conviverci loro, non io".

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L'affondo in conferenza: "Come fanno a dormire tranquilli?"

La giocatrice ha evidenziato come ogni atleta sia libero di adottare la strategia comunicativa che preferisce, ma ha ribadito il desiderio di vedere prese di posizione più esplicite.

"Vorrei che ci fosse una posizione più chiara su ciò che sta accadendo, soprattutto quando il tuo paese sta uccidendo altra gente. Non so come si possa dormire sonni tranquilli la notte sapendo che sta succedendo questo e non avendo niente da dire in merito. Non ho molto altro da aggiungere".

Nel corso dell'intervista, Kostyuk ha affrontato anche il tema delle possibili conseguenze che molti atleti russi potrebbero temere in caso di dichiarazioni pubbliche contro il conflitto. Tra gli esempi citati da Kostyuk figura quello di Daria Kasatkina, tennista che recentemente ha adottato la nazionalità australiana. L'ucraina ha ricordato come la collega abbia espresso pubblicamente le proprie opinioni nonostante le pressioni e le intimidazioni ricevute ("persone che si sono presentate alla porta dei suoi famigliari").

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