Alberto ‘Wey' Zapata è morto a 23 anni in un incidente avvenuto durante una gara di motocross in Argentina. Il pilota sudamericano era diventato famoso perché tornato a gareggiare con i "normodotati" pur avendo subito l‘amputazione del braccio sinistro lo scorso novembre. Domenica scorsa durante una competizione a San Agustin, una città nella provincia di Cordoba, dopo un salto Zapata è caduto perdendo il controllo della sua moto ed è stato travolto da due altri concorrenti che non hanno potuto in alcun modo evitare il tragico impatto.

Il tragico incidente è avvenuto meno di cinque mesi dopo aver sfiorato la morte quando, il 15 novembre 2020, dopo aver perso il controllo della sua Chevrolet Corsa Classic, la sua auto si andò a schiantare contro le barriere su una strada principale a sud della città argentina di San Juan. In quella circostanza se la cavò perché venne estratto in tempo dalle lamiere, ma riportò una clavicola fratturata e soprattutto dovette subire l'amputazione del braccio sinistro.

L'avere un solo braccio però non aveva fermato la sua voglia di gareggiare e così, dopo aver ricevuto l'autorizzazione per correre con i normodotati, Alberto Zapata era tornato in pista lo scorso marzo ricevendo la standing ovation di tutti i presenti. Il destino però ha voluto che la favola di "Wey" (questo il soprannome con cui era conosciuto) si interrompesse bruscamente proprio dove era cominciata: la gara in cui il 23enne ha trovato la morte si è svolta infatti sulla stessa pista di motocross nella quale è tornato a correre con un braccio solo in seguito al suo incidente d'auto.