Bernie Ecclestone: “La Ferrari deve prendere Antonelli. A Kimi servono momenti difficili, è diverso da Verstappen”

Kimi Antonelli e Max Verstappen sorridono insieme nel paddock della Formula 1
Kimi Antonelli e Max Verstappen: Bernie Ecclestone ha paragonato i due campioni del mondo di Formula 1, soffermandosi sulle differenze tra i rispettivi padri.
Bernie Ecclestone è convinto che Kimi Antonelli finirà alla Ferrari e diventerà come Max Verstappen, ma vede una differenza nel ruolo dei rispettivi padri. Il racconto di Dino Chiesa a Fanpage.it aggiunge un particolare importante.

Bernie Ecclestone è convinto che Kimi Antonelli finirà alla Ferrari, ma ritiene anche che il nuovo campione del mondo di Formula 1 abbia ancora bisogno di affrontare momenti difficili per raggiungere il livello di Max Verstappen.

Secondo l'ex patron del Circus, la differenza tra i due non riguarda tanto il talento quanto il modo in cui sono stati cresciuti dai rispettivi padri. Un giudizio che assume un significato particolare alla luce di quanto Dino Chiesa, l'uomo che ha seguito Antonelli nel karting, ha raccontato in esclusiva a Fanpage.it.

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Bernie Ecclestone, ex patron della Formula 1

Ecclestone vuole Antonelli alla Ferrari: "Non ha scelta, deve prenderlo"

A pochi giorni dal Mondiale conquistato in Messico, Ecclestone ha indicato quale potrebbe essere il futuro del ventenne bolognese. Intervistato dal sito tedesco F1-Insider, il 95enne britannico ha spiegato perché, a suo giudizio, Maranello dovrebbe puntare sul nuovo campione italiano: "La Ferrari non ha scelta, deve farlo".

Non soltanto una questione sportiva. Ecclestone è convinto che Antonelli possa decidere di lasciare la Mercedes anche per il legame con il proprio Paese: "Il cuore di Kimi batte italiano", ha osservato, prevedendo che il pilota possa trasferirsi alla Ferrari proprio per amore dell'Italia, se continuerà a vincere.

L'ex numero uno della Formula 1 ne è convinto. Del resto, come ci raccontò Marco Antonelli un'intervista di qualche anno fa, la storia tra Kimi e Ferrari avrebbe potuto cominciare già quando aveva undici anni. Fu invece la Mercedes a investire sul suo talento, accompagnandolo fino al titolo mondiale.

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Bernie Eccleston con Jos Verstappen

Perché Ecclestone considera Antonelli diverso da Verstappen: il ruolo dei padri

Il giudizio più interessante di Ecclestone riguarda però il confronto con Max Verstappen, affrontato in un'altra intervista, rilasciata in esclusiva a RacingNews365.

Secondo l'ex patron della F1, Antonelli possiede la stessa mentalità vincente dell'olandese: entrambi salgono in macchina con l'unico obiettivo di arrivare davanti a tutti. Tanto che Ecclestone prevede: "Diventerà un altro Max tra due o tre anni".

C'è però una differenza nella formazione dei due piloti. Jos Verstappen è stato estremamente severo con il figlio fin da bambino, sottoponendolo a una preparazione durissima. Marco Antonelli, invece, viene descritto da Ecclestone in maniera completamente diversa: "Il padre di Kimi sembra l'opposto".

Secondo il britannico, Marco tende maggiormente a comprendere il figlio e a mantenerlo tranquillo. Proprio per questo Ecclestone ritiene che Kimi abbia ancora bisogno di esperienze negative per completare la propria maturazione: "Gli servono momenti difficili".

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Marco Antonelli e Max Verstappen

Il racconto di Dino Chiesa a Fanpage.it: Marco Antonelli era severo anche quando Kimi vinceva

C'è però un particolare che rende il confronto fatto da Ecclestone meno scontato. Marco Antonelli non era affatto un padre che si limitava ad assecondare il figlio, almeno secondo quanto raccontato da Dino Chiesa, che ha seguito Kimi per quattro anni durante la sua formazione nel karting.

Nell'intervista esclusiva a Fanpage.it, Chiesa ha spiegato che Marco lasciava alla squadra la gestione del ragazzo durante le gare, ma era molto esigente quando si trattava di giudicare le sue prestazioni: "Marco invece era il primo a essere critico con Kimi".

Persino dopo una vittoria dominata poteva fargli notare gli errori commessi. Chiesa ricorda il genere di rimprovero che il padre rivolgeva al figlio: "Potevi vincere con cento metri, hai sbagliato quattro curve".

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Max Verstappen e Kimi Antonelli

Un atteggiamento che, secondo il tecnico, ha aiutato Antonelli a non sentirsi arrivato troppo presto. E che si accompagnava al lavoro fatto dalla squadra sul carattere di Kimi, un bambino estremamente gentile che doveva imparare a essere più aggressivo nei duelli.

Lo stesso Giulio Quaglia Faccio, il meccanico che lo seguiva nel karting, ha raccontato a Fanpage.it che quando veniva rimproverato "qualche volta, soprattutto all'inizio, capitava che si mettesse a piangere". Discussioni che finivano però sempre con un abbraccio.

Il quadro che emerge è dunque quello di un percorso diverso da quello di Verstappen, ma non privo di severità o difficoltà. Ecclestone è convinto che Antonelli debba ancora temprare il proprio carattere. Chi lo ha conosciuto da bambino racconta invece quanto lavoro sia già stato fatto proprio su questo aspetto. E adesso che Kimi è diventato il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1, sarà soprattutto il confronto diretto con Verstappen a misurare quanto abbia ancora da imparare.

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