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Aston Martin disastrosa nelle qualifiche sprint F1 a Miami: il confronto con le F2 è umiliante

Aston Martin in piena crisi nelle qualifiche Sprint F1 a Miami: Alonso gira più lento dell’ultimo tempo della F2, Stroll non completa neanche un giro cronometrato. La FIA li riammette alla Sprint, ma il confronto è durissimo.
A cura di Michele Mazzeo
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La Formula 1 è tornata a Miami dopo la lunga pausa di aprile, ma per Aston Martin è cambiato poco. Anzi, il primo vero verdetto del weekend ha reso ancora più evidente la crisi del progetto costruito attorno alla nuova power unit Honda e alla struttura tecnica rafforzata dall'arrivo di Adrian Newey. Le qualifiche Sprint del GP di Miami hanno consegnato una fotografia durissima: Fernando Alonso penultimo con un tempo lontanissimo dal resto della griglia, Lance Stroll senza nemmeno un giro cronometrato.

Il dato più pesante, però, non riguarda soltanto il confronto con le altre monoposto di F1 2026. Alonso ha chiuso la SQ1 con un 1:41.311, dieci secondi più lento rispetto a Valtteri Bottas, ventesimo con la Cadillac. Ma soprattutto il suo tempo è stato peggiore anche dell'ultimo riferimento registrato nelle qualifiche di Formula 2, dove il più lento ha girato in 1:41.157. In sostanza, con quel crono la Aston Martin sarebbe finita in fondo anche nella griglia della categoria inferiore.

La tabella dei tempi delle qualifiche della Formula 2 nel GP di Miami 2026
La tabella dei tempi delle qualifiche della Formula 2 nel GP di Miami 2026

Il paragone va letto tenendo conto delle diverse condizioni di pista e del fatto che il giro di Alonso non rappresenti il vero potenziale teorico di una F1. Ma resta un segnale devastante. Anche perché il pilota più veloce legato ad Aston Martin, nella giornata di Miami, non è stato né Alonso né Stroll, ma Mari Boya, impegnato in F2 e capace di girare in 1:40.554. La pole della categoria è stata invece firmata da Kush Maini in 1:39.888.

La situazione avrebbe potuto mettere in dubbio perfino la partecipazione alla Sprint. Nessuna delle due Aston Martin, infatti, è rientrata nel limite del 107% del miglior tempo nella sessione. La FIA ha comunque autorizzato Alonso e Stroll a prendere il via perché entrambi avevano fatto registrare tempi considerati competitivi nell'unica sessione di prove libere. Una salvezza regolamentare, non sportiva.

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A rendere il quadro ancora più paradossale sono state le parole arrivate da Honda, che ha provato a sottolineare i progressi sul fronte affidabilità: "Abbiamo messo a punto alcune soluzioni per contrastare le vibrazioni. Non si è trattato solo di intervenire sul lato della batteria, ma anche di migliorare il comfort del pilota e la guidabilità". Un messaggio formalmente positivo, ma quasi beffardo davanti a una monoposto così lontana dal resto del gruppo.

Alonso ha confermato il miglioramento sul problema delle vibrazioni, senza però nascondere il punto centrale: "Le vibrazioni sono diminuite, le modifiche apportate dopo il weekend di Suzuka hanno funzionato. Ma, sfortunatamente, le prestazioni non sono migliorate: i nostri avversari hanno fatto dei passi avanti, mentre noi ci siamo concentrati sull'affidabilità. Dobbiamo accettarlo, il nostro programma per quest'anno è un po' diverso dagli altri e bisogna rimanere calmi".

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Ancora peggio è andata a Lance Stroll, fermato da un bloccaggio e incapace di completare un giro veloce: "Un venerdì difficile– ha commentato – speravo di riuscire a fare un paio di giri veloci durante le qualifiche Sprint, ma purtroppo ho avuto un bloccaggio delle ruote anteriori e non sono riuscito a segnare alcun tempo. Dobbiamo analizzare la situazione e capire perché entrambe le vetture hanno avuto questo problema".

Per Aston Martin, ormai, il weekend di gara somiglia sempre di più a una sessione di test. Gli altri sviluppano, raccolgono dati, cercano prestazione. Il team di Silverstone, invece, continua a inseguire affidabilità, chilometri e soluzioni di base. A Miami il confronto con la Formula 2 ha solo reso più evidente ciò che l'inizio di stagione aveva già mostrato: il progetto Aston Martin-Honda è in enorme ritardo, e al momento la classifica è quasi il problema minore.

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