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Richiesta la “sospensione immediata” per la UAE Emirates di Pogacar: “Sostiene il genocidio in Sudan”

Diverse organizzazioni umanitarie hanno scritto all’UCI: “Richiesta l’immediata sospensione della UAE Emirates” che supporta uno “Stato sostenitore di un genocidio”. Scenario drammaticamente simile a quello della Vuelta 2025 e dei disordini dei ProPal.
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Tadej Pogacar e la UAE Emirates XRG a rischio Tour de France? No, anche se la richiesta formale rivolta all'Unione Ciclistica Internazionale è arrivata forte e chiara, nero su bianco con un comunicato ufficiale e spiegazioni circostanziate e dettagliate. Tutte collegate a questioni geopolitiche precise, che riguardano l'attenzione sul sostegno espresso dagli Emirati Arabi Uniti nella guerra civile in corso da anni in Sudan. Una situazione che richiama da vicino quanto era accaduto non più tardi dell'anno scorso con i sostenitori ProPal e anti israeliani che avevano creato ben più di semplici problemi al mondo del ciclismo, indirizzando la propria rabbia sull'allora Israel Premier Tech, resa di avere licenza e base in Israele.

Il rischio di perdere il più forte corridore dei tempi moderni e della sua super corazzata costruitagli ad hoc per provare a prendersi il quinto Tour de France della carriera è ridotto ai minimi termini, ma quanto sta accadendo attorno alla UAE Emirates ha necessità di essere monitorato più che attentamente per evitare ripercussioni che già alla Vuelta 2025 gettarono il mondo del ciclismo nel più completo caos. Basti pensare alle tappe neutralizzate, ai disordini creati, ai tentativi di sabotaggio e anche di aggressione agli stessi corridori,  la paura all'interno del gruppo per evidenti mancanze di garanzie di sicurezza. Fino a dove celebrare l'atto finale di un Grand Tour quasi di nascosto, improvvisando un podio lontano da occhi e orecchie discrete.

Tour de France, partenza di Barcellona già sotto le minacce dei separatisti catalani

Ecco, questo sì che potrebbe essere uno scenario verosimile in occasione del Tour de France 2026, come perfetta cartina tornasole per richiamare a sé il maggior pubblico possibile, sfruttando un evento tra i più importanti e seguiti in un pretesto per esternare le proprie proteste. Ci riuscirono i ProPal alla Vuelta ci potrebbero riuscire le associazioni che hanno formalizzato la richiesta all'UCI. E se le motivazioni possono anche essere condivisibili, il punto resta un altro: la strumentalizzazione che attivisti estremisti ne potrebbero fare. Anche perché, già la Grande Depàrt di Barcellona ha azionale da tempo l'allarme rosso, di fronte alle minacce di boicottaggi da parte dei separatisti catalani.

Il duro comunicato anti UAE Emirates: "sospensione immediata da ogni gara"

Uno scenario che ad oggi resta solamente sulla carta a preoccupare ma che potrebbe riversarsi sulle strade di Francia, difficilmente governabili dalla sicurezza dell'organizzazione del Tour. Tutto nasce dalla denuncia di FairSquare, un'organizzazione non profit e ONG con sede a Londra che si occupa di diritti umani, inchieste giornalistiche e trasparenza nel mondo dello sport, del tutto lecita e legittima. Sottoscritta anche da Sudan Unlimited, dalla Solidarietà Cristiana Mondiale e dall’Istituto per i Diritti Umani e la Democrazia del Bahrain.

Ciò che preoccupano sono toni perentori e di intransigenza assoluta nei confronti delle politiche adottate dall'UCI: "Abbiamo richiesto l’immediata sospensione della UAE Emirates XRG dalle competizioni ciclistiche a causa del supporto che il governo di quel paese sta garantendo alle forze militari che stanno commettendo un genocidio in Sudan. La squadra ciclistica ha permesso agli Emirati Arabi Uniti di usare le gare più seguite al mondo come uno schermo per proiettare un’immagine positiva, nonostante i collegamenti fra gli UAE e quella che le Nazioni Unite hanno denominato come ‘peggiore crisi umanitaria e migratoria del mondo’".

La UAE Emirates "pretesto" per disordini al Tour: motivazioni identiche ai ProPal della Vuelta

Uno dei marchi che hanno partecipato alla fondazione della squadra, attualmente la più forte e competitiva al mondo, è stata l’agenzia di servizi militari "International Golden Group". Anche se non compare sulle divise come sponsor, il legame è forte ed è evidente ed è la stessa società che era stata individuata dalle Nazioni Unite come fornitrice di armi a gruppi armati in Libia e che è stata identificata come sostenitrice, sempre attraverso la fornitura di armi, delle Rapid Support Forces, coinvolte nella guerra civile sudanese. "La mancanza che imputiamo all’Unione Ciclistica Internazionale" evidenzia il comunicato "è quella di non riuscire a prevedere un rischio decisamente ovvio, ovvero che le sue gare più importanti siano diventate una vetrina per uno Stato sostenitore di un genocidio". Le identiche motivazioni dei ProPal che nel 2025 mandarono a fuoco e fiamme la Vuelta de Espana.

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