“Van Schip mobbizzato dall’UCI, regole inventate”: la denuncia dopo la squalifica alla Ronde de l’Oisé

"Vorremmo essere sulle prime pagine dei giornali per le nostre vittorie non per Jan-Williem cacciato dalla gendarmeria per colpe che non ha commesso". Così Paul Tabak team manager dell'Azérion-Villa Valkenburg ha raccontato cosa ci sia davvero stato dietro al clamoroso intervento della polizia nell'ultima tappa della Ronde de l'Oisé dopo che il corridore olandese si era rifiutato di ritirarsi di fronte alla squalifica inflittagli dall'UCI: "La verità? È stato sanzionato per infrazioni che non esistono ancora. È diventato il capro espiatorio dell'UCI: non importa cosa faccia, sportivamente è spacciato".
La feroce denuncia di Tabak: "L'UCI ci tormenta in ogni singola gara internazionale"
Dichiarazioni di fuoco arrivano dal quartier generale della Azérion-Villa Valkenburg, il Team in cui corre Jan-Williem van Schip, incorso in una squalifica durante la gara francese, all'ultima tappa della Ronde de l'Oisè. Con Paul Tabak che non ha avuto mezzi termini nell'attaccare l'Unione Ciclistica Internazionale, rea di star mobbizzando il corridore olandese in ogni modo: "Penso che ormai non importi più niente di quello che fa. Ogni singolo giorno sono venuti a controllare la bici di Jan-Willem all'Oise. Ogni giorno!" ha evidenziato in una intervista rilasciata a Wielerflits. "La misurano, cercando un pretesto… Se trovano qualcosa, poi ti incolpano. Continuano a tormentarci, in ogni singola gara internazionale. Non importa cosa facciamo o come lo fa Jan-Willem, è comunque spacciato".
Il tentativo di squalifica alla Freccia del Sud: "Abbiamo corso sub judice, alla fine tutto era a posto…"
A chi pensa che sia semplicemente un tentativo di discolparsi utilizzando la tattica del vittimismo, Tabak perfeziona la propria dura denuncia, raccontando altri aneddoti che riguardano l'accanimento dell'UCI ogni volta che van Schip è in corsa: "Anche quando Jan-Willem non è in gara, siamo sotto la lente d'ingrandimento", spiega Yabak che fa riferimento all'ultima Freccia del Sud, con il commissario dell'UCI che prima di una tappa si è presentato più volte al bus Azérion, fino a dare la stoccata fatale: "Dieci minuti prima della partenza, quando oramai i nostri ragazzi stavano per firmare, sono stato informato che le nostre ruote non erano omologate…". Una follia per Tabak, poi confermata dagli eventi: "Si trattava semplicemente di una assurdità, tanto che alla fine, ci hanno permesso di correre. Ma sub judice: avrebbero controllato e ci avrebbero fatto sapere in seguito". E com'è finita? A raccontarlo lo stesso tema manager: "A fine gara sono andato personalmente dal commissario con tutti i nostri documenti. Abbiamo controllato insieme il sito web dell'UCI… e tutto era a posto".
Una situazione intollerabile che è accaduta ripetutamente anche in altre situazioni. "Oramai ad ogni inizio gara andiamo dal commissario prima della partenza. Jan-Willem lo ha fatto anche all'Oise" continua Tabak. "Come si deve posizionare, cosa sia consentito, cosa non deve fare… Tutto ok finché non arrivano sanzioni e squalifiche. Poi quando vai dal commissario a chiedere cosa ci sia stato di irregolare non ti rispondono, se chiedi di filmare il confronto te lo vietano. Anche domenica, dopo la sua squalifica: siamo tornati e volevamo filmare quella conversazione, ma anche in quel caso non ci è stato permesso".
La squalifica di van Schip e l'intervento della gendarmeria: "Altrimenti la gara sarebbe stata interrotta"
Tornando all'Oisé e quanto accaduto a van Schip, Tabak è ancora più determinato a difendere le ragioni del suo Team e del proprio corridore, visto che non vi è stata alcuna infrazione all'attuale regolamento in vigore: "La regola che vieta di portare una borraccia sotto la maglietta entra in vigore solo dal 1° luglio. Inoltre, non esiste alcuna regola nel regolamento attuale che vieti esplicitamente di portare due borracce o gel sotto la maglietta. Jan-Willem conosce alla perfezione queste regole ed è per questo che non voleva fermarsi ma alla fine è stato costretto dalla gendarmeria. Se non fosse successo, la gara sarebbe stata interrotta. Ma sapete qual è il problema?" conclude Tabak: "Abbiamo inviato un messaggio all'UCI affermando che i regolamenti non sono in regola. Ma non ho mai ricevuto alcuna risposta…."