La Visma pretende spiegazioni sui test notturni a Vingegaard: “Perché a noi e perché in quelle modalità”

Non cessa di tirare il vento di tramontana sul Tour de France, al centro delle discussioni anche nel giorno di riposo, il secondo e ultimo prima della decisiva terza settimana di corse. Il tema scottante sono i controlli antidoping effettuati a sorpresa e nel cuore della notte tra sabato e domenica che hanno riguardato da vicino Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, rispettivamente (fino al ritiro per caduta del danese) primo e secondo in classifica generale. Mentre dal quartier generale UAE Emirates non si manifesta alcuna dichiarazione in merito, è in casa Visma | Lease a Bike che si evidenzia un manifesto malumore attorno ad una situazione che ha decisamente condizionato la presenza del team in gara: "Non c'è stato ancora detto nulla, vogliamo avere spiegazioni precise".
La Visma alza la voce tra i test e il ritiro di Vingegaard: "Stiamo indagando"
Nessun attacco ai controlli antidoping ma semplicemente ulteriore chiarezza. Se i test invasivi nel cuore della notte, Jonas Vingegaard e compagni sono stati svegliati alle 2 del mattino in piena fase di riposo, sono stati effettuati come dichiarato dalle Agenzie che li predispongono e chiedono per una totale limpidezza a fronte di sospetti di utilizzo di sostante illecite, adesso anche la Visma esige totale chiarezza: pretendendo i motivi ufficiali di una scelta che ha messo in difficoltà il proprio capitano. Poi, ritiratosi il giorno dopo per una brutta caduta e la frattura della clavicola a seguito, per alcuni anche del poco riposo e della minore lucidità.

"Nessuno ci ha dato risposta o comunicazioni" ha fatto presente un indispettito Marc Reef, team manager Visma a chi gli chiedeva se il team avesse avuto un confronto con le agenzie antidoping dopo i test. "Non sappiamo il motivo di queste analisi a sorpresa", ha continuato a Nos, "ma stiamo indagando. Pretendiamo maggiori informazioni per capire perché è successo proprio in quel momento e a noi".
I controlli notturni e la posizione dell'Agenzia antidoping al Tour
I riferimenti di Reef sono precisi: i test a sorpresa notturni sono avvenuti alle 2 del mattino tra due tappe di montagna. Hanno causato sicuro disagio nel team e problemi nella gestione del recupero del sonno e del riposo. Nella tappa successiva, proprio Jonas Vingegaard è stato vittima di una distrazione che gli è costata il Tour, vanificando investimenti e aspettative della squadra.
Ovviamente, l'AFLD, l'Agenzia nazionale francese antidoping che ha richiesto all'ITA, l'Agenzia Internazionale, di provvedere agli esami a sorpresa, non è tenuta a fornire immediate spiegazioni ai team coinvolti. Ha motivato l'intervento ricevendo il nullaosta del Tribunale di Parigi, autorevole in materia antidoping, per "seri sospetti" ma ora è subentrato un problema morale ed etico: la Visma richiede un "atto dovuto", delle spiegazioni a fronte anche del gravissimo danno sportivo subito con il ritiro del proprio capitano.
Anche Evenepoel e la Bora testati a sorpresa: alle 22:00 nel giorno di riposo
Intanto, in seno al gruppo i test continuano: nella giornata di riposo è stato reso noto che anche la Bora red Bull hansgrohe di Remco Evenpoel è stata visitata dai commissari antidoping per un test a sorpresa. Il campione belga lo aveva "anticipato", scherzandoci sopra, "andrò a letto prima visti questi controlli" aveva detto a margine delle discussioni su quanto accaduto a Pogacar e Vingegaard. E puntualmente sono arrivati: ma alle 22.00, in un orario ampiamente dentro lo spettro delle finestre "regolari" anche per l'UCI (dalle 6:00 alle 23:00). Anche se, trattandosi di una giornata senza gare, quasi tutti i corridori del team a quell'ora si trovavano già a dormire nelle rispettive stanze d'albergo. Un "problema" effettivamente marginale a fronte di quanto accaduto solo qualche giorno prima ai suoi due diretti antagonisti.