Pogacar torna cannibale alla Liegi-Bastogne-Liegi: l’enfant prodige Seixas regge fino a 13 km dal traguardo

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Tadej Pogacar vince la Liegi-Bastogne-Liegi 2026 e firma il quarto successo in carriera nella Doyenne. Il 19enne Paul Seixas è l’unico a reggere il suo attacco sulla Redoute, poi cede sulla Roche-aux-Faucons a 13 km dal traguardo.

Tadej Pogacar ha rimesso in ordine anche la Liegi-Bastogne-Liegi 2026, ma questa volta il suo dominio ha avuto almeno qualcuno che ha provato a metterlo in discussione. Non nel risultato, perché il campione del mondo ha vinto ancora, per la quarta volta in carriera e la terza consecutiva nella Doyenne. La novità è stata alle sue spalle: Paul Seixas, 19 anni, ha retto finché ha potuto, restando attaccato alla ruota dello sloveno quando tutti gli altri erano già saltati.

È durata fino alla Roche-aux-Faucons, a circa 13 chilometri dal traguardo. Lì Pogacar ha dato l'ultima accelerata, quella definitiva, e il giovane francese della Decathlon CMA CGM ha dovuto arrendersi. Non è bastato per vincere, ma è bastato per trasformare una corsa che sembrava destinata all'ennesimo assolo in qualcosa di diverso: la conferma che dietro il cannibale del ciclismo moderno sta crescendo un rivale vero.

Pogacar attacca sulla Redoute, Seixas è l'unico a rispondere

La corsa si era accesa molto prima del previsto. Una caduta nelle fasi iniziali ha spezzato il gruppo e davanti si è ritrovato anche Remco Evenepoel, costringendo la UAE Team Emirates-XRG e la Decathlon CMA CGM a inseguire per ricucire un distacco salito oltre i tre minuti. Più che un attacco pianificato, quello del belga è stato un vantaggio nato dalla situazione di gara. L'effetto, però, è stato chiaro: far lavorare gli uomini di Pogacar prima del previsto.

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Quando il gruppo è tornato compatto, la corsa è ripartita quasi da zero. Il punto scelto da Pogacar è stato quello più atteso: la Cote de La Redoute. Lo sloveno ha accelerato con la solita brutalità, mettendo tutti in fila. Tutti tranne Seixas. Il 19enne francese non si è scomposto, ha tenuto la ruota del campione del mondo e insieme a lui ha fatto il vuoto. Dietro, Evenepoel è rimasto nel gruppo degli inseguitori. Davanti, invece, la Liegi si è trasformata in un duello inatteso tra presente assoluto e futuro ormai vicinissimo.

Seixas cede sulla Roche-aux-Faucons: Pogacar vola verso il quarto trionfo

Per diversi chilometri Pogacar e Seixas hanno collaborato, scavando un margine sempre più netto sugli altri. Poi è arrivata la Cote de la Roche-aux-Faucons, l'ultima vera salita della corsa. Pogacar ha provato una prima accelerazione, Seixas ha resistito. Poi un'altra, e ancora il francese è rimasto lì. Alla terza progressione, però, il distacco si è aperto.

Da quel momento Pogacar ha avuto strada libera fino a Liegi. Ha chiuso in 5 ore, 50 minuti e 28 secondi, firmando il quarto successo personale nella Doyenne e confermando una primavera quasi perfetta, dopo la parentesi della Parigi-Roubaix. Seixas è arrivato secondo a 45 secondi, risultato pesantissimo per un corridore di soli 19 anni. Il podio lo ha completato Remco Evenepoel, terzo a 1'42", regolando il gruppo degli inseguitori. Nella top 10 anche due italiani: Christian Scaroni, ottavo, e Filippo Zana, decimo. Ma il senso della giornata è tutto in quella immagine: Pogacar ancora solo al comando, come spesso accade, e Seixas appena dietro. Non ancora abbastanza vicino per batterlo, ma già abbastanza forte per cambiare la storia della corsa e, probabilmente, il futuro del ciclismo.

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