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Paul Seixas ha obbligato Tadej Pogacar a spaccare qualsiasi record per vincere la Liegi-Bastogne-Liegi

Tadej Pogacar si è preso la Doyenne per la 4a volta in carriera, la terza consecutiva. E l’ha fatto dovendo scrollarsi di dosso un Paul Seixas fenomenale che, a soli 19 anni gli ha dato filo da torcere fino al traguardo. E ha obbligato il campione del mondo a correre una Liegi mai così veloce, infrangendo ogni record, anche quello sulla Redoute.
A cura di Alessio Pediglieri
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La Doyenne 2026 ha consacrato ancora una volta Tadej Pogacar che l'ha conquistata per la quarta volta in carriera, la terza consecutiva mettendo ancora in fila ogni avversario. Domenica è capitato a Paul Seixas, giovanissimo talento francese che è stato l'ultimo a cedere e l'unico a tenere testa al campione del mondo che è riuscito a scrollarselo da ruota solamente a 12 chilometri da Liegi. Un testa a testa che ha costretto Pogacar a infrangere qualsiasi record di velocità: quello complessivo per una Liegi-Bastogne-Liegi mai così rapida e quello sulla Redoute, con medie in salita semplicemente impressionanti.

Tutti i numeri da record della coppia Pogacar-Seixas alla Liegi-Bastogne-Liegi

Alcuni dati, visto che i numeri soprattutto nel ciclismo moderno non mentono mai e danno la reale consistenza di prestazioni e valori in bici. Tadej Pogacar ha percorso i 259,5 chilometri alla media di 44,426 km/h, superando di gran lunga il suo precedente record che si era assestato a 41,983 km/h, ma su un chilometraggio inferiore, 252km. Il campione del mondo della UAE Emirates ha fatto registrare una crescita impressionante di quasi 2,5 km/h, figlia anche di una evoluzione della corsa che aveva rotto subito gli argini dopo pochi chilometri complice la caduta di massa e la fuga con Bernal ed Evenpoel in testa. Ma pur sempre un tempo da record in confronto con le migliori precedenti alla Doyenne, registrate nel 2022 (41,413 km/h), nel 2023 (41,206 km/h), nel 2006 (41,202 km/h) e nel 2011 (41,066).

Altro dato? Sulla Redoute che è stata ancora una volta come da prassi, decisiva. E questa volta, "grazie" alla presenza di Paul Seixas il terribile diciannovenne che ha messo alla frusta il campione del mondo di 8 anni più vecchio, spingendolo a stabilire il nuovo record di scalata: il capitano UAE Emirates ha dovuto mantenere un ritmo indiavolato, lungo i 1.600 metri della Redoute al 9,3% di pendenza media e con punte fino al 22%, che gli ha permesso di realizzare un nuovo record di scalata abbattendo i 4 minuti complessivi: Pogacar e Seixas si sono divorati la Redoute in 3'45".

Le parole di Seixas e Pogacar chiariscono l'impresa: "Vedevo tutto sfocato"

Tecnicamente gli applausi devono essere suddivisi in due, ma siccome Pogacar è transitato davanti formalmente il primato è suo, ritoccando di tredici secondi la precedente prestazione di riferimento risalente alla Doyenne della scorsa edizione. L'affondo per la vittoria finale è stato poi piazzato sulla Roche-aux-Faucons, dove il 27enne ha staccato il 19enne Seixas e si è involato in solitario verso il poker. Ma per capire ancora l'impresa ottenuta, oltre ai dati anche le dichiarazioni dei due diretti protagonisti servono a evidenziarne la storica portata. Per Paul Seixas, alla sua prima Liegi, la situazione è apparsa ai limiti della realtà: "In quel momento tutto sembrava sfocato. E dopo? Beh, poi ho dovuto prendere il testimone e dettare il ritmo insieme a lui."

E non da meno è stata la sofferenza di Pogacar per provare a fare la differenza, cercando in ogni modo di staccare Paul Seixas: "Sulle pendici di La Redoute, mi stavo davvero impegnando al massimo" ha spiegato il campione del mondo. "Vedevo che Paul era al limite, ma in cima mi ha anche superato… Per un attimo sono rimasto sorpreso: dopo abbiamo spinto forte e ci siamo allontanati ulteriormente dal gruppo degli inseguitori, visto che era una situazione favorevole e dopo la Redoute ho spinto ancora fortissimo per evitare qualsiasi finale a due"

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