Atteso da molti appassionati, il Giro di Polonia è cominciato nel peggiore dei modi. La rovinosa caduta a pochi metri dalla linea d'arrivo della prima tappa, ha infatti messo in apprensione il mondo del ciclismo e provocato la dura reazione di Patrick Lefevere, direttore generale del Deceuninck-Quick Step: la squadra di Fabio Jakobsen, il corridore olandese finito contro le transenne a causa di una manovra di disturbo del connazionale Dylan Groenewegen. Il dirigente del team, subito dopo lo spaventoso incidente, non ha infatti usato giri di parole per commentare l'azione di disturbo che ha provocato la terribile caduta del suo corridore: attualmente in coma farmacologico e intubato, secondo quanto diffuso dai media polacchi.

La reazione furiosa di Patrick Lefevere

"Devono mettere in galera questo ragazzo del Jumbo-Visma – ha twittato Patrick Lefevere – Vado in tribunale, questo tipo di azione dovrebbe essere vietata nel ciclismo. È un atto criminale". In attesa di novità sulle condizioni fisiche di Jakobsen, che era cosciente dopo lo schianto contro le barriere che delimitano la strada, l'organizzazione del Giro di Polonia ha intanto fatto sapere che Groenewegen è stato squalificato e privato della vittoria conquistata proprio con la mossa azzardata che ha fatto finire per terra il rivale durante la volata.

Il dramma di Lambrecht

Nell'impatto contro i cartelloni pubblicitari, arrivato alla velocità di circa 80 km/h, oltre a Jakobsen (che è finito contro un fotografo), sono rimasti coinvolti anche altri corridori che lo seguivano a ruota. Il 77esimo Giro di Polonia, che ha preso il via oggi dallo stadio Slaski di Chorzów con la prima corsa collinare di 198 km, è dunque tornato in prima pagina dopo che nello scorso agosto si era consumata la tragedia di Bjorg Lambrecht: morto a causa di una gravissima caduta durante i primi chilometri della terza tappa.