Il calcio si è dovuto arrendere al Coronavirus dentro e fuori dal campo. La pandemia non ha fermato solo i campionati, ma anche progetti e piani in vista della nuova stagione, inevitabilmente congelati in assenza di certezze sul destino di quest'annata e su quanto sarà ingente l'impatto economico sui conti dei club. Qualcosa, però, si muove comunque. E non potrebbe essere altrimenti nel caso di Zlatan Ibrahimovic. Per lo svedese sono giorni di ragionamenti e valutazioni sul proprio futuro: è legato da un contratto fino al termine della stagione con il Milan, con opzione per estenderlo di ulteriori 12 mesi. Una possibilità che Ibra al momento non considera.

Al Milan sono stati mesi turbolenti in seno alla società, con i dissidi a livello dirigenziale esplosi pubblicamente. Boban messo alla porta da Gazidis, Maldini ad un passo dall'addio, la presenza sempre ambigua di Elliott. Una situazione che Ibrahimovic non gradisce e che, ad oggi, rappresenta il principale motivo per cui lo svedese potrebbe svestire nuovamente i colori rossoneri a sei mesi dal suo ritorno. In questo contesto si aggiunge un elemento, portato all'attenzione da Jennifer Wegerup, giornalista svedese da sempre molto vicina ad Ibra: la volontà del giocatore di restare in Italia.

La prossima squadra di Zlatan Ibrahimovic

Zlatan ama il nostro paese e la Serie A, l'ha dichiarato e dimostrato a più riprese nel corso della sua carriera. Va inquadrato in questo senso il suo desiderio di continuare a giocare in Italia. I due mesi trascorsi dal suo ritorno al Milan hanno certificato che Ibrahimovic, a 38 anni, nel nostro campionato può starci ancora a pieno titolo: quattro gol e un assist in 10 partite rappresentano un ruolino più che dignitoso, che lo invita a rinnovare la sfida con gli altri e con se stesso. Anche con una maglia diversa da quella del Milan. Già, ma quale?

La premessa resta valida: il Coronavirus ha messo in standby la stragrande maggioranza dei discorsi di mercato, compreso ogni movimento attorno ad Ibrahimovic. Ma realisticamente non sono tante le squadre di Serie A che potrebbero accoglierlo. È una questione di costi fino ad un certo punto, perché il cartellino è gratis e Zlatan ha già rinunciato a qualcosa tornando al Milan. Un ulteriore sacrificio, specialmente dopo la pandemia, non sarebbe un problema. Stavoltasarebbe il fascino della sfida a fare la differenza. Questione di stimoli.

Ibra resta animale da grandi palcoscenici. Per cui, scartate Juventus e Inter per le quali ha già dato, restano tre ipotesi su tutte per continuare a giocare in Italia. Il Napoli, con il quale c'erano stati approcci già in passato, anche per togliersi lo sfizio di giocare al San Paolo, che lo stregò in occasione della partita di addio di Ciro Ferrara nel 2005. La Roma, che potrebbe allestire un tandem da combattimento con lui e Dzeko. E la Lazio, destinata a riaffacciarsi sul palcoscenico della Champions League, competizione in cui Zlatan manca dal 2016 (fatta eccezione per un quarto d'ora giocato con il Manchester United). A meno che Ibrahimovic non finisca per sorprendere tutti, ancora una volta.