Yerry Mina continua a far saltare i nervi a tutta la Serie A perché ha scoperto il bug
Yerry Mina è il peggior incubi degli attaccanti della Serie A che a ogni partita si ritrovano a fare i conti con un difensore che non cerca solo di marcare, ma di entrare nella testa e far perdere la calma con le sue provocazioni. Negli anni colombiano del Cagliari si è costruito una reputazione molto particolare, fatta di contatti a limite e gesti provocatori che mettono in difficoltà chi lo affronta. È accaduto anche nella partita contro la Juventus, dove è stato ripreso da uno spazientito Spalletti per aver punzecchiato più di una volta Douglas Luiz e Sarr, ma le storie su di lui si sprecano.
In genere il colombiano la passa sempre liscia nonostante il suo atteggiamento: in tutta la sua carriera è stato espulso appena quattro volte con i club e una sola in nazionale, un numero bassissimo in confronto a tutta la narrazione che si è creata attorno alle sue gesta da eroe antisportivo. È una sorta di bug della Serie A attorno al quale lui gioca con molta maestria: è spesso duro e sporco nelle marcature, ma non oltrepassa mai il limite sfociando nel contatto violento o nel fallo volto a far male, restando su una linea sottile che lo ha reso uno specialista nelle provocazioni.
Mina e la guerra di nervi contro la Juve
Nella partita pareggiata con i bianconeri il difensore ha messo in scena tutto il suo repertorio. Nel primo tempo ha battibeccato con Douglas Luiz e Sarr che hanno risposto con qualche colpo al suo atteggiamento. Parole provocatorie, gesti, gesti non sempre corretti: negli anni Mina è diventato un maestro della provocazione, usata per indurre in errore l'avversario e guadagnarci qualche cartellino che non fa mai male. Non è la prima volta che mette in scena tutto questo con i bianconeri, dato che nel 2024 era stato protagonista di un confronto fisico e verbale con Vlahovic. E quando gli viene chiesto se è antisportivo si limita a rispondere: "Quando mai ho preso un rosso o un giallo così? Faccio la mia partita e continuo così".
Il precedente con Castellanos
Uno degli episodi più discussi della carriera di Mina in Serie A risale sempre al 2024, durante un Lazio-Cagliari. Per tutta la partita il colombiano si è scontrato con Castellanos in un duello fatto non soltanto di provocazioni verbali, ma anche di spintoni e falli tattici, tanto che l'attaccante si era lamentato più volte con l'arbitro facendogli vedere i segni sulla pelle e perfino la maglia strappata. Ma in quell'occasione la strategia del difensore gli si è ritorta contro perché è stato espulso per somma di ammonizioni e, come se non bastasse, al momento di lasciare il campo si è anche preso il saluto di Castellanos che ha agitato la mano in segno di sfottò contro il suo avversario.
Il cambio di Morata
Nel 2025 anche Morata è finito nel mirino di Mina, talmente insopportabile da portare l'attaccante a chiedere il cambio a Fabregas dopo essere stato ammonito. In Como-Cagliari, finita 0-0, il colombiano ha ingaggiato una guerra di nervi con il suo avversario e ovviamente ha avuto la meglio. Nel suo campo non si batte e Morata non è riuscito a gestire le sue provocazioni per più di un'ora: al 62′ cade nella sua trappola e commette un fallo, ma si rende immediatamente conto di essere uscito con la testa della partita e chiede il cambio alla panchina per non aggravare ancora di più una situazione già molto delicata, in cui ha rischiato seriamente di lasciare la sua squadra in inferiorità numerica. Nel frattempo Mina sorrideva, consapevole di aver colpito ancora una volta nel punto giusto.
I pizzicotti a Zirkzee, Osimhen e Hojlund
Non solo un gioco mentale, ma anche quei pizzicotti al petto degli avversari che sono diventati ormai un marchio di fabbrica nella strategia delle provocazione di Mina. In tre occasioni Zirkzee, Osimhen e Hojund si sono lamentati con l'arbitro di aver ricevuto alcuni pizzicotti ai capezzoli, sicuramente molto dolorosi e scorretti: è un piccolo gesto, sicuramente non violento, ma che basta a innervosire l'attaccante e portarlo a reagire in maniera sbagliata, con il rischio di prendere anche un cartellino rosso. In tutte le occasioni il difensore non è stato sanzionato dall'arbitro, che spesso nemmeno si accorge dei colpi proibiti, ma Hojund lo aveva denunciato pubblicamente sui social: "Yerry Mina non gioca a calcio. Gli arbitri continuano a lasciargli fare tutto". Ma ancora una volta il difensore sorride soddisfatto, perché è esattamente a quel punto che voleva arrivare. Potremmo andare avanti ancora un po' a citare altri episodi che lo hanno visto protagonista, ma lo schema è sempre uguale: mai un fallo violento o un'entrata con troppa foga, piuttosto una provocazione sottile fastidiosa che lo rende unico nel suo genere, una sfida personale che si combatte in quella zona grigia dove la marcatura diventa anche uno show.