Alvini non ci sta quando gli dicono che col Como si è visto il vero Frosinone: “Lo è da 48 gare”
Il Frosinone batte 2-0 il Como di Cesc Fabregas e continua a sorprendere in questo avvio di Serie A 2026-2027. Ma quando in conferenza stampa qualcuno suggerisce a Massimiliano Alvini che contro i lariani si sia finalmente visto il "vero Frosinone", l'allenatore toscano corregge subito la premessa.
"Io penso che il Frosinone si stia vedendo dal 1° luglio dell'anno scorso, sono 48 gare che ha un'identità precisa", risponde il 56enne di Fucecchio, precisando poi che le precedenti parole del presidente Maurizio Stirpe sulla squadra da vedere compiutamente dopo la sosta si riferivano soprattutto ai nuovi giocatori ancora da integrare.
Una rivendicazione che non lascia spazio a dubbi riguardo a ciò che il tecnico vuole difendere: non un exploit improvviso, ma un percorso iniziato in Serie B e proseguito senza cambiare natura anche dopo la promozione.
Il Frosinone di Alvini gioca senza paura anche contro le grandi
Dopo cinque giornate, la neopromossa ha raccolto 10 punti. Ha perso soltanto all'esordio contro la Juventus, poi ha travolto 3-0 la Fiorentina, battuto 3-2 il Venezia, pareggiato 1-1 a Genova e ora superato il Como. Prima della sfida con Fabregas aveva già eguagliato la miglior partenza della propria storia in Serie A con sette punti nelle prime quattro giornate.
Anche contro il Como, Alvini non ha snaturato la squadra. Il suo Frosinone cerca intensità, pressione alta, duelli individuali e verticalità, accettando anche il rischio di lasciare campo alle spalle. Lo stesso allenatore toscano lo ha spiegato nel post-partita: "Noi abbiamo un'identità, ma poi ogni gara ha una sua strategia". Contro il Como ha scelto di andare a prenderlo alto, accettando di giocare anche a campo aperto anziché abbassarsi e difendere vicino alla propria area.
Chi è Massimiliano Alvini, l'allenatore arrivato in Serie A vendendo suole per scarpe
Anche per questo l'attuale tecnico del Frosinone resta un personaggio piuttosto atipico nella Serie A italiana. Non arriva dal grande calcio giocato e per anni ha allenato mentre lavorava nell'azienda di famiglia vendendo suole per calzature. Ha iniziato nel 2000 con gli amatori della Ferruzza, poi Signa, Quarrata e soprattutto Tuttocuoio, portato dalla Promozione fino alla Serie C. Solo nel 2013 ha lasciato definitivamente il lavoro per dedicarsi interamente alla panchina.
La prima occasione in Serie A arrivò con la Cremonese nel 2022, esperienza conclusa con l'esonero. Sono seguite stagioni più complicate tra Spezia e Cosenza, prima della chiamata del Frosinone e della promozione conquistata nella scorsa stagione. Una carriera costruita quasi interamente dal basso, senza scorciatoie e con un'idea di calcio rimasta riconoscibile lungo il percorso. Per questo, dopo aver battuto anche il Como, Alvini non vuole sentir parlare di un Frosinone comparso improvvisamente oggi: per lui quella squadra esiste già da 48 partite.