Ai tempi del coronavirus nessuno si può considerare immune. Lo sa perfettamente Roberto Mancini che è stato colpito dal Covid ed è stato messo ko dal virus nei giorni successivi al suo ‘scivolone' social di una vignetta fuori luogo. E lo sa benissimo anche quest'Italia le cui convocazioni per l'amichevole (vinta) contro l'Estonia e per le prossime partite di Nations League con Polonia e Bosnia, sono state condizionate fortemente da isolamenti, quarantene e positività, tanto da costringere il ct a chiamare 41 giocatori in una sola volta. Nulla, però, in confronto a quanto è accaduto nel corso di un'altra partita amichevole, tra Turchia e Croazia.

Domagoj Vida, difensore della nazionale croata è risultato positivo al Covid-19 dopo l'ultimo tampone effettuato proprio a ridosso della partita così come da protocolli internazionali. Non ci sarebbe nulla di allarmante se non due elementi che stanno facendo scoppiare un caso che potrebbe avere conseguenze pesanti non solo all'interno della Nazionale. Vida ha giocato la partita e la sua positività è arrivata solamente durante l'intervallo dell'amichevole. Lo si è saputo attraverso un comunicato ufficiale da parte della federcalcio croata.

"Dopo che tutti i giocatori e i membri dello staff sono risultati negativi nel test regolare per la partita con la Turchia di lunedì, mercoledì mattina è stato condotto un altro giro di tamponi per la partita con la Svezia" si legge nella nota ufficiale della Federazione che però ha ricevuto i risultati dei test ufficiali solo dopo la mezzanotte ora locale, tra cui anche quello di Domagoj Vida, positivo al Covid-19. "Il servizio medico della nazionale croata ha ricevuto le prime informazioni al termine dell'intervallo contro la Turchia – continua l'allarmante nota – Dopo che Zlatko Dalić aveva già deciso in quel momento di cambiare Vida, il servizio medico della squadra nazionale ha isolato Vida secondo tutte le misure epidemiologiche fino alla conferma dei risultati dei test".

Ma il problema è che fino a qualche istante prima era regolarmente in campo entrando in contatto anche con i giocatori turchi e – soprattutto – ha condiviso tutto il pre partita insieme al gruppo. Un problema non da poco. Al di là della gravità di una situazione evidentemente finita fuori controllo, nella nazionale croata  e – dunque a diretto contatto con Vida – c'erano anche giocatori che militano in serie A. Come Pasalic (Atalanta), Rog (Cagliari), Badelj (Genoa), Brozovic e Perisic (Inter), Kalinic (Verona)