Spregiudicata ma compatta. Dirompente e micidiale. L'Atalanta gioca la partita perfetta a San Siro contro il Milan e vince (0-3) un match che l'ha vista padrona del campo, aggressiva e letale con lo sviluppo dell'azione in velocità con precisione geometriche. Vedi partire la palla poi te la fanno scomparire e, più ancora, non mollano la presa. È un martellamento costante che mette in difficoltà i rossoneri e lascia le redini del gioco nelle mani della ‘dea'. Senza timore, consapevole della propria forza, spinta dalle proprie certezze tattiche, aggrappata a un'identità precisa, la squadra di Gasperini sorprende quella di Pioli e la costringe a una prestazione di rimessa, a subire. Difficile trovare le contromisure e le statistiche dell'incontro confermano la superiorità degli orobici nell'anticipo di campionato.

Apre Romero, Ilicic raddoppia su rigore e spreca altre occasioni (tra primo e secondo tempo) per incrementare il vantaggio poi tocca a Zapata piazzare il colpo del ko. Vittoria netta, meritata per quanto visto al ‘Meazza'. I numeri non bastono a raccontare tutto quanto esibito dai nerazzurri ma dicono molto per spiegare quale sia stato il trend della partita. Sono 17 i tiri degli ospiti – più del doppio del Milan (8) – di cui 7 nello specchio della porta e 10 quelli scoccati dall'area di rigore dei rossoneri, 5 le grandi occasioni create, 4 le parate di Donnarumma mentre nessuna in particolare per Gollini.

Come ha provato il Milan a reagire? Affidandosi alle palle lunghe e alla possibilità di aggirare la trappola della ‘dea' con lanci lunghi – ne ha giocati 47 (28 quelle riusciti) – e provando a ricamare le azioni con un numero maggiore di passaggi. Atteggiamento meno efficace e disinnescato dalla prestazione dell'Atalanta che ha messo il bavaglio alle fonti di gioco del ‘diavolo'. L'ultima carta giocata da Pioli è stato l'ingresso in campo di Mandzukic (gran parata di Gollini proprio sull'ex Juve) e Rebic così da potenziare l'attacco. Ma è stata più una mossa disperata e da forcing finale che una contromisura efficace. Vince l'Atalanta e sale al quarto posto in zona Champions. Il Milan perde ma resta primo grazie al pareggio dell'Inter a Udine sia pure con un gap ridotto a -2.