Quando si parla di Zlatan Ibrahimovic, è impossibile non pensare anche al suo carattere spigoloso. Gol, prodezze, giocate, successi, ma anche interventi al limite, reazioni sconsiderate, trash-talking, e risse sfiorate e non. Una carriera al limite quello dell'esperto centravanti protagonista di tanti episodi controversi in campo e fuori. In tutte le squadre in cui ha militato in carriera, Ibra è riuscito a far parlare di sé per vere e proprie litigate, spesso e volentieri finite male. Dai primi battibecchi e scontri ai tempi dell'Ajax, fino all'ultimo plateale duello rusticano con Lukaku nel derby di Coppa Italia. Ecco una carrellata di tutte quelle che potrebbero essere ribattezzate come "Zlatanate".

Quando Mido lanciò un paio di forbici verso Ibrahimovic

Sin dai tempi dell'Ajax Ibrahimovic si è contraddistinto per il suo carattere fumantino. I problemi per lui arrivano quando si ritrova di fronte, altri giocatori tutt'altro che "tranquilli": celebre lo scontro con il compagno di squadra Mido. L'egiziano dopo uno scambio di accuse e parole al vetriolo, nervoso per non essere partito titolare nel big match contro il PSV, scagliò un paio di forbici verso lo svedese. Rapporti difficili anche con Van der Vaart, che accusò Ibra di averlo infortunato nel corso dell'incrocio da avversari in nazionale. Nel ritiro dell'Ajax, il centravanti minacciò platealmente l'olandese: "La prossima volta te le spezzo le gambe".

Ibrahimovic vs Dacourt in Roma-Juventus

La prima espulsione italiana, rissa con Dacourt in Roma-Juventus

Dall'Olanda all'Italia. Seppur ancora "acerbo" soprattutto dal punto di vista realizzativo, il giovane Ibrahimovic anche in Serie A, dimostrò di non accusare timore reverenziale. La prima espulsione arrivò nella Coppa Italia del 2006, in un celebre Roma-Juventus. Dopo un contrasto Nedved-Totti, lo svedese calcio il pallone addosso al capitano avversario a terra. Una situazione che scatenò la reazione del centrocampista avversario Dacourt: faccia faccia, e mani addosso, con doppia espulsione dopo appena 18′ di gioco. I due si ritroveranno poi come compagni di squadra all'Inter.

Ibrahimovic e Mihajlovic, nemici in campo e amici fuori

La più celebre amicizia nata però da un litigio è quella tra Ibrahimovic e Mihajlovic. In uno Juventus-Inter del 2015, lo svedese colpi l'allora centrocampista serbo, dopo un duello prolungato, con una testata punita poi con la prova TV con tre giornate di squalifica. Da nemici (il procuratore di Ibra Raiola rivelò "voleva partire di notte in macchina per picchiarlo") e avversari, a grandi amici, con l'attaccante che è stato molto vicino al mister del Bologna nel periodo difficile della lotta contro la leucemia. Proprio Miha ha provato in tutti i modi a portare Zlatan a Bologna, con quest'ultimo poi che ha deciso di tornare al Milan solo per giocare in Europa. E il mister ha recentemente dichiarato: "Ho sempre detto che in guerra lo avrei voluto al mio fianco. E mi è dispiaciuto non aver giocato con lui".

Nessun timore reverenziale per Patrick Vieira

Storie tese ma anche grande rispetto con Patrick Vieira, con il quale prima condivise lo spogliatoio della Juventus e poi quello dell'Inter. Nonostante l'esperienza e il carisma del francese, il giovane Ibra non abbassava mai la testa: "Io non me la prendo con il più debole, ma con i duri rispondo testa a testa, e alla Juventus ero diventato peggio che mai. Ero un guerriero". E infatti, anche in allenamento non mancarono i momenti di tensione, con tanto di rissa: "Un giorno stavo correndo sul campo e Vieira aveva la palla. ‘Passami quella c*** di palla!' gridai. Patrick Vieira era stato il capitano dell'Arsenal. Con i Gunners aveva vinto tutto, ma io non mi facevo problemi a parlargli chiaro. Me lo potevo permettere, voglio dire, eravamo tutti delle star, non aveva senso che ci leccassimo il c*** a vicenda. ‘Chiudi il becco e corri' mi gridò di rimando. ‘Tu passami la palla e io mi calmo' risposi, e allora scattò la rissa e dovettero intervenire per dividerci":

Quando Coppola prese per il naso Ibrahimovic in Messina-Juventus

Non tutti in carriera hanno abbassato la testa di fronte a Ibra. Basti pensare all'ex centrocampista del Messina Carmine Coppola, che in occasione di una sfida contro la Juventus rispose per le rime all'avversario e nonostante la differenza di stazza e di altezza, lo prese per il collo con tanto di mano sul naso. Scontro tra titani anche in un Milan-Juventus, con lo svedese che sfidò faccia a faccia un altro colosso, ovvero Stam. Sguardi glaciali e fronte contro fronte tra il difensore e l'attaccante, senza conseguenze per entrambi. Non risse, ma duelli molto duri con Mexes e Gattuso, due giocatori che poi più avanti Ibra ritrovò da compagni di squadra.

Coppola senza paura contro Ibrahimovic

Ibra al Barcellona, la manata a Cisma, il grande freddo con Guardiola e la lite con la giornalista

I problemi "caratteriali" per Ibrahimovic non sono mancati anche in Spagna, quando vestì la maglia del Barcellona. Nella sfida disputata sul campo dell'Almeria, il centravanti fu espulso per una manata a Cisma. Un episodio che compromise i già precari rapporti con il mister Guardiola, uno dei suoi "nemici" giurati che a detta di Ibra smise di parlargli nella seconda parte di stagione: "C'era qualcosa di me che infastidiva lui e non il contrario. A fine campionato gli dissi ‘Me ne vado, così non ti creerò altri problemi', e decisi di farmi da parte". Prima di andar via però Ibrahimovic si rese protagonista anche di uno scontro con una giornalista che gli mostrò fuori dal campo la celebre foto in cui era in compagnia di Piqué, con atteggiamenti molto affettuosi. Lo svedese s'infuriò: "Io gay? Vieni a casa mia, ti faccio vedere chi è fr**** e porta tua sorella".

La celebre rissa in allenamento al Milan con Onyewu

Al rientro in Italia, Ibra riuscì subito a lasciare il segno con la nuova maglia del Milan. È famosa la rissa in allenamento con il compagno di squadra Onyewu, gigantesco difensore statunitense. Dalle provocazioni, si passò ai fatti, con il classe 1982 per nulla intimorito da Ibra. Prima i colpi proibiti, fino allo scambio di colpi. Pugni, calci e ginocchiate, con lo svedese che dopo aver rimediato la frattura di una costola, diventò ancor più violento. Né gli altri giocatori, né l'allora tecnico Allegri (con il quale poi Ibra litigò dopo una sconfitta), riuscivano a separarli. Zlatan racconterà poi nel suo libro: "Onyewu ha iniziato a pregare Dio con le lacrime agli occhi facendosi il segno della croce. Sono diventato ancora più furioso, sembrava una provocazione. Mi hanno fermato i compagni di squadra, credo sia stata una buona cosa".

Il colpo da taekwondo a Materazzi nel derby

Altrettanto famoso fu il colpo rifilato all'ex compagno Marco Materazzi nel derby di Milano del 2010. Ibrahimovic aveva un conto in sospeso (legato ad un colpo ricevuto in occasione di un Inter-Juventus) con il difensore con il quale aveva condiviso lo spogliatoio in nerazzurro per tre stagioni. Ecco allora che in occasione di un contrasto, l'attaccante colpì Matrix con un colpo da taekwondo. Non un contatto di gioco, ma un fallo voluto quello di Ibra che raccontò poi: "Nel secondo tempo Matrix mi carica e gli faccio una mossa di Taekwondo. L’ho mandato in ospedale. Stankovic´ mi dice: ‘Perché l’hai fatto, Ibra?'. E io gli rispondo: ‘Ho aspettato questo momento per quattro anni. Ecco perché'. Il centrale si prese poi la rivincita sui social sfottendo l'avversario per la Champions vinta subito dopo il suo addio.

Il pugno nello stomaco a Marco Rossi in Milan-Bari e lo schiaffetto ad Aronica

A proposito di colpi proibiti, un altro fu quello che Ibrahimovic rifilò in un Milan-Bari del 2011 a Marco Rossi. Un cazzotto allo stomaco a palla lontana, dopo un duello a suon di interventi ruvidi, che gli costò due turni di squalifica. Curioso come l'allora centrale biancorosso nella stessa stagione fu protagonista di un episodio simile nella sfida con l'Inter, quando Chivu gli rifilò un pugno in pieno volto. Al rientro poi Ibra fu nuovamente espulso, questa volta per un insulto ad un guardalinee in occasione del match contro la Fiorentina. Un altro rosso diretto arrivò poi nella stagione successiva. Ibrahimovic provò a farla franca rifilando uno schiaffo ad Aronica, utilizzando come scudo Nocerino. Una situazione curiosa ma che non sfuggì al direttore di gara, con il Giudice sportivo che poi lo squalificò per tre turni.

Un brutto episodio extra-campo fu quello che vide protagonista Zlatan Ibrahimovic e l'inviata di Sky Vera Spadini. Nella classica intervista post-partita, lo svedese apostrofò la sua interlocutrice con un perentorio "c**** guardi?". Una brutta scena, per un giocatore a cui spesso l'adrenalina ha giocato brutti scherzi e figlia di una domanda sui rapporti con l'allenatore Max Allegri, non gradita. Nessuna scusa pubblica, ma un cesto di rose arrivate all'inviata di Sky, probabilmente da parte del Milan.

Il coraggio di Mavuba al cospetto del gigante Ibrahimovic

Dall'Italia, alla Francia il copione non cambia. Altro colpo da "arti marziali" in occasione di Psg-Saint Etienne del 2012. Un calcione pericolosissimo per colpire in pieno petto il portiere avversario Ruffier che gli costò l'ennesimo rosso e due turni di stop. La fama di "cattivo" invece non spaventò il "piccolo" Mavuba: nonostante il miss-match in termini di altezza (172 centimetri contro i 195 di Ibra), l'ex capitano del Lille reagì agli spintoni dell'avversario con due manate e prendendolo alla gola in stile Coppola. In quell'occasione però i due se la cavarono con un giallo.

Il gesto della pistola di Ibra nei confronti di Zebina

Sempre in Francia, Ibra ritrovò un suo vecchio nemico, ovvero Jonathan Zebina. Già ai tempi della Juventus, i due si scontrarono in allenamento e non mancarono i colpi proibiti come svelato poi dallo svedese nel suo libro: "Lo vidi due ore dopo in sala massaggi con il ghiaccio premuto sulla faccia, avrebbe avuto un occhio nero per un pezzo". In occasione di un Psg-Tolosa, l'attaccante al momento dell'uscita del campo fece il gesto della pistola puntando proprio verso il francese seduto sulla panchina avversaria. Problemi interni anche con Squillaci, che non gradì alcuni atteggiamenti dell'ex Ajax in un Bastia-Psg: "Sei una m**** non sei un grande giocatore. Dovresti avere un po' più di rispetto per gli altri".

Ibrahimovic e i duelli con Rabiot, Barton e Baysse

Come dimenticare poi il siparietto in campo con Joey Barton, un altro giocatore dal carattere difficile. Il centrocampista dopo una serie di duelli in campo, prese in giro Ibrahimovic facendogli il gesto del "naso lungo", per una scena diventata poi un tormentone. Anche all'interno dello spogliatoio del club della Tour Eiffel, non mancarono i contrasti, come quelli con l'attuale mediano della Juventus Rabiot. Quest'ultimo però reagì alle provocazioni del più esperto compagno: "Se la prese con me perché secondo lui non avevo fatto il movimento giusto per ricevere un passaggio: perse palla e io rimediai un giallo facendo fallo nel tentativo di recuperarla. Ci scambiammo degli insulti. La seconda volta  capitò in allenamento. Venimmo alle mani, ma quel giorno mi aveva un po’ preso di mira". A proposito di gesti celebri anche quello che Ibra sfoderò nei confronti di Baysse del St.Etienne. Dopo l'ennesimo scontro con il difensore, lo svedese fece finta di non conoscerlo, leggendo sulla schiena il suo nome, come a dire "ma tu chi sei?".

La musica non cambia negli States, la rivincita di Ibrahimovic con Onuoha

Le cose non sono migliorate poi anche al Manchester United (Ibrahimovic prese per il collo Kjaer in una sfida di Europa League, con i due che si sono poi ritrovati al Milan) e soprattutto negli States, dove Ibrahimovic è riuscito a confermare la sua fama. Il primo rosso diretto arrivò per una violenta manata a Petrasso, reo di avergli rifilato un pestone, probabilmente involontario. Famoso anche il duello con Onuoha in un Los Angeles Galaxy-Real Salt Lake: prima l'esultanza in faccia all'avversario e poi la rissa sfiorata negli spogliatoi, con il difensore che dichiarò: "Mi ha minacciato continuamente che mi avrebbe fatto male".

La rissa tra Ibrahimovic e Lukaku

E torniamo così in Italia, con Ibrahimovic protagonista di altri episodi tutt'altro che edificanti con la maglia del Milan. Prima il botta e risposta con Zapata nel match perso in malo modo contro l'Atalanta. Alla provocazione del colombiano "Volete un altro rigore", Ibra ha replicato "Ho fatto più gol io che tu partite in carriera". Fino al durissimo scontro verbale con Lukaku nel derby di Coppa Italia. I due ex compagni ai tempi dello United sono entrati in rotta di collisione con un botta e risposta al vetriolo. Sono così volate parole grosse, con Ibra che ha provocato il belga "Vai a fare le tue stro**ate vudù, piccolo asino. Chiama tua madre e vai a fare le tue stro**ate vudù. Chiamala, vai, vai", facendo riferimento ai presunti riti della mamma, in occasione di un suo trasferimento del passato. Difficile per i compagni trattenere l'ex Everton: "Andiamo dentro (gli spogliatoi) pu**ana, vediamo. Fa**ulo tu e tua moglie. Vuoi parlare di mia madre? Vuoi parlare di mia madre? Figlio di pu**ana. Ti sparo in testa".