Niente da fare per la Lazio. La differenza di valori con il Bayern Monaco, già ampia nelle aspettative, è venuta fuori in maniera dirompente nell'andata degli ottavi di finale di Champions League. All'Olimpico è finita 1-4, risultato che di fatto chiude il discorso qualificazione con 90 minuti d'anticipo. Simone Inzaghi può recriminare soltanto per l'approccio alla partita dei suoi e qualche errore di troppo, decisamente superfluo visto il contesto e la portata dell'avversario. Sbagliare tanto, contro un Bayern così, è un lusso che non può permettersi nessuna squadra al mondo.

Le speranze di assistere ad una partita equilibrata durano appena nove minuti. Quelli che la Lazio impiega per commettere il peggior errore possibile in un ottavo di finale di Champions League, per di più contro il Bayern campione del mondo in carica: regalare un gol. Perché il retropassaggio maldestro con cui Musacchio manda in porta Lewandowski è un regalo a tutti gli effetti, che il polacco scarta e deposita in rete, superando l'incolpevole Reina. La Lazio accusa il colpo, protesta qualche minuto più tardi chiedendo un fallo da rigore di Boateng su Milinkovic-Savic (contatto molto dubbio), poi si dissolve al cospetto di una squadra evidentemente troppo più forte. Il raddoppio arriva a metà primo tempo con il primo centro in Champions del 2003 Musiala, poco prima dell'intervallo un brutto disimpegno di Patric consente a Coman di involarsi verso la porta di Reina e propiziare il tris firmato da Sané.

La Lazio non riesce a contrastare il dominio del Bayern e si vede poco dalle parti di Neuer. Musica che non cambia nella ripresa, complice il punteggio ormai irrimediabile, così come l'esito del doppio confronto sbilanciato verso i tedeschi dopo solo 45 minuti. Il Bayern è in una di quelle serate in cui dà la sensazione di non volersi fermare più e al 47′ mette a segno il poker grazie ad una sfortunata autorete di Acerbi. La Lazio ha il merito di rialzare la testa e trovare subito il gol dell'orgoglio, quello realizzato da Correa, segnale che in qualche modo placa la furia bavarese e consente alla squadra di Simone Inzaghi di limitare il passivo. La partita scivola via su ritmi piuttosto compassati, con i biancocelesti generosi nel tentativo di riaprire la gara e il Bayern implacabile nel ribadire la propria supremazia. Quella che gli è valsa una grossa ipoteca sul passaggio del turno.