Nella giornata di ieri sono arrivate le scuse da parte di Alex Maggi, dopo la frase a dir poco infelice nei confronti di Gennaro Gattuso nel concitato finale di Napoli-Lazio con tanto di parapiglia tra le panchine. La Procura federale, stando alle ultime indiscrezioni riportate da Il Mattino, sembra intenzionata ad aprire un'indagine su quanto accaduto al San Paolo, visto che si tratta di un vero e proprio insulto razzista da parte del tesserato del club capitolino.

Insulto razzista a Gattuso, la Procura federale apre inchiesta dopo Napoli-Lazio

Rischia di avere uno strascico e dunque delle conseguenze il "caldo" post-partita di Napoli-Lazio. La rissa sfiorata tra calciatori e componenti delle due panchine, potrebbe non essere finita in campo. La Procura federale infatti, sarebbe pronta ad aprire un fascicolo sul pesante insulto da parte del fisioterapista della Lazio Alex Maggi al tecnico della squadra partenopea Gennaro Gattuso. "Terrone di merda", questa la frase pronunciata dal collaboratore di Inzaghi e finita sotto la lente d'ingrandimento in quanto considerato un insulto razzista, sulla base delle relazione degli ispettori federali. Maggi potrebbe dunque andare incontro ad un deferimento e anche ad una sanzione.

Gattuso che in campo si è scagliato contro Maggi ("Vieni a dirmelo in faccia"), ammettendo poi nel post-partita di non essersi comportato in modo corretto ha preferito dunque non alimentare ulteriori polemiche. Nella giornata di ieri sono invece arrivate le scuse pubbliche di Maggi, nei confronti del tecnico avversario per quella che ha definito come una situazione inopportuna: "Nei miei tanti anni di professione, non mi era mai capitato di offendere nessuno. Oltre ad essere un padre di famiglia, sono una persona rispettosa e la mia storia professionale lo racconta. Ieri sera, in occasione della gara contro il Napoli, mi sono lasciato andare ad un comportamento inopportuno e di questo me ne scuso profondamente con tutti e in particolare con il mister Rino Gattuso".