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Spunta la verità su Han Kwang-song: l’ex Juventus era seguito ovunque dagli agenti nordcoreani

Han Kwang-song è ricomparso con la maglia della sua nazionale dopo un buco di tre anni, adesso si viene a sapere che gli agenti nordcoreani lo accompagnavano ovunque anche ai tempi della Juventus e del Cagliari, limitandone la disponibilità dei suoi guadagni.
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A cura di Paolo Fiorenza
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Han Kwang-song dunque è tornato a giocare, almeno per quello che ci è dato sapere avendolo visto di nuovo in campo, laddove avere altre informazioni su di lui – come su chiunque altro – dalla Corea del Nord è assolutamente impossibile. Il 25enne attaccante è riemerso da un buco nero durato più di tre anni, durante i quali non si sapeva neanche dove fosse, ricomparendo con la maglia numero 10 della sua nazionale impegnata nelle prime due partite di qualificazioni mondiali: 45 minuti impalpabili contro la Siria il 16 novembre (gara persa 1-0) e poi 68 minuti di ottimo livello nel match di cinque giorni dopo contro Myanmar, in cui Han ha realizzato un gol e un assist nel successo per 6-1 della Corea del Nord.

L'ultima partita giocata dall'ex calciatore di Cagliari e Juventus era stata quella che aveva certificato la vittoria del campionato qatariota da parte dell'Al-Duhail il 21 agosto 2020: a quel giorno risalivano anche le ultime immagini di Han, mentre festeggiava assieme ai compagni. Il giocatore era approdato nella Qatar Stars League nel gennaio di quell'anno, ceduto dalla Juventus all'Al-Duhail per 7 milioni di euro, appena cinque giorni dopo che il club bianconero ne aveva trasformato il prestito dal Cagliari in acquisto a titolo definitivo per 3,5 milioni.

In quel momento Han già ‘scottava', visto che il dicembre del 2019 era il termine ultimo (sforato dunque dalla Juventus) entro il quale i nordcoreani dovevano cessare di lavorare all'estero, in ossequio alla risoluzione 2397 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, approvata il 22 dicembre 2017, con la quale la Corea del Nord veniva sanzionata per aver effettuato tre mesi prima il suo sesto test nucleare in violazione dei trattati internazionali. Tra le varie sanzioni contenute nella risoluzione in questione dell'ONU c'era appunto il divieto di lavorare all'estero per i cittadini nordcoreani: la ratio del provvedimento era impedire che i soldi guadagnati venissero inviati in patria per alimentare le spese del regime di Kim Jong-un in campo militare, nucleare e chimico.

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, riportato dal New York Times, Han nel 2020 aveva firmato un accordo con una banca del Qatar – dove aveva un conto in quel momento – promettendo di non trasferire denaro al suo Paese d'origine. Una promessa che tuttavia il calciatore difficilmente ha potuto mantenere, visto che – ha spiegato Kim Heung-Tae, un professore di scienze dello sport alla Daejin University in Corea del Sud, che segue il programma di calcio nordcoreano – gli agenti nordcoreani lo avevano probabilmente accompagnato ovunque andasse all’estero e limitato il modo in cui spendeva i suoi guadagni.

Han Kwang-song con la maglia dell'Al Duhail: 3 gol in 10 presenze e il titolo nazionale vinto in Qatar
Han Kwang-song con la maglia dell'Al Duhail: 3 gol in 10 presenze e il titolo nazionale vinto in Qatar

"In Corea del Nord è un supereroe", ha spiegato Kim al NYT, aggiungendo che "probabilmente si è sempre allenato" nel periodo in cui è stato forzatamente fermo. Han è rientrato in patria soltanto nello scorso agosto, dopo aver vissuto nell'ambasciata nordcoreana a Roma da quando nel gennaio del 2021 un volo della Qatar Airways lo aveva riportato in Italia nella capitale. In quel momento aveva già risolto il suo ricco contratto quinquennale con l'Al Duhail, da 4,3 milioni di euro a stagione, in osservanza della risoluzione ONU.

Rinchiuso in ambasciata per due anni e mezzo, senza la possibilità di rimpatriare per la rigidissima chiusura delle frontiere da parte della Corea del Nord in seguito alla pandemia di Covid-19, Han è tornato a casa soltanto il 22 agosto di quest'anno, quando – tre anni e sette mesi dopo il blocco tra la Corea del Nord e la Cina – un aereo di una compagnia aerea statale nordcoreana, la Air Koryo, è rientrato da Pechino trasportando circa 200 nordcoreani, tra cui anche il calciatore.

Han esulta dopo il gol segnato al Torino con la maglia del Cagliari: era il 9 aprile 2017
Han esulta dopo il gol segnato al Torino con la maglia del Cagliari: era il 9 aprile 2017

Il professor Kim ha spiegato che la pandemia ha probabilmente ridotto molti eventi sportivi in Corea del Nord, ma il calcio è lo sport più popolare del Paese, e dunque le competizioni nazionali si sono probabilmente svolte regolarmente negli ultimi mesi. Han non può tornare a giocare all'estero, ma la sua popolarità in patria evidentemente è intatta, così come il suo status di stella della nazionale, certificato anche dalla maglia numero 10.

Nell'impossibilità di vederlo nel campionato locale, o anche solo di sapere qualcosa al riguardo, rivedremo l'ex juventino nella prossima partita della Corea del Nord per le qualificazioni mondiali, in Giappone il prossimo 21 marzo. Questo è il destino che attende quello che in patria chiamarono il "Ronaldo del popolo": una vita molto diversa da quella che ha conosciuto quando era sulle prime pagine dei giornali in Italia e sognava di sfondare con la maglia della Juventus.

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