Spagna-Argentina da rigiocare, cosa dice il Codice Disciplinare della FIFA di fronte all’assurda richiesta

La premessa dell'intera questione è che ci muoviamo sul campo dell'assurdo: è infatti assurda – almeno per quello che si è visto in campo – la richiesta fatta dai tifosi dell'Argentina di rigiocare la finale dei Mondiali 2026 persa 1-0 contro la Spagna, una richiesta espressa tramite una petizione che ad ora ha raggiunto decine di migliaia di firme. La petizione in questione cita una presunta "corruzione" dell'arbitro sloveno Slavko Vincic e allora siamo andati a vedere cosa dice il Codice Disciplinare della FIFA al riguardo: paradossalmente è più probabile che l'Argentina ottenga il titolo a tavolino, piuttosto che la partita sia ripetuta…
La petizione dei tifosi dell'Argentina per rigiocare la finale dei Mondiali contro la Spagna
"La recente finale tra Argentina e Spagna è stata macchiata dalla controversa e corrotta condotta dell'arbitro, che, secondo le prove video, sarebbe stato corrotto per influenzare l'esito della partita – recita il testo che accompagna la petizione lanciata sulla piattaforma change.org – Diversi video stanno circolando che mostrano decisioni arbitrali che hanno chiaramente favorito una squadra rispetto all'altra, alterando il naturale corso della partita. Pertanto, esortiamo la FIFA a esaminare a fondo e in modo trasparente questi episodi e a valutare la possibilità di rigiocare la finale, questa volta senza l'influenza di un arbitro corrotto. È fondamentale che a dirigere la partita sia un arbitro imparziale e corretto, affinché il risultato rispecchi veramente il merito delle squadre partecipanti".

Si tratta di accuse ovviamente gravissime, che altrettanto ovviamente – in assenza di qualsivoglia straccio di prova – sono da derubricare a chiacchiere da bar, anche perché l'andamento del match non ha dato adito a sospetti di alcun tipo: si ricordano giusto le proteste dell'Argentina per l'espulsione di Enzo Fernandez, ma la decisione era sacrosanta. Anzi, se c'era una squadra che si sarebbe potuta lamentare, era la Spagna per il gioco duro degli avversari, non stroncato subito dal direttore di gara (vedasi fallaccio iniziale di Mac Allister, neanche ammonito).
Arbitro corrotto, cosa succederebbe? C'è il Codice Disciplinare della FIFA
Ma ammettiamo, appunto per assurdo, che venga provata in maniera incontrovertibile la corruzione dell'arbitro Vincic. A quel punto cosa succederebbe? La finale dei Mondiali verrebbe ripetuta? La fattispecie è regolato dall'Articolo 20 del Codice Disciplinare della FIFA, nonché dall'Articolo 6.
L'Articolo 20 ("Manipolazione di partite e competizioni calcistiche") recita al primo comma: "Chiunque, direttamente o indirettamente, con un atto o un'omissione, influenzi o manipoli illecitamente l'andamento, il risultato o qualsiasi altro aspetto di una partita e/o competizione, o cospiri o tenti di farlo con qualsiasi mezzo, sarà sanzionato con una squalifica minima di cinque anni da qualsiasi attività calcistica, nonché con una multa di almeno 100mila franchi svizzeri. Nei casi più gravi, verrà inflitta una squalifica più lunga, inclusa la potenziale squalifica a vita da qualsiasi attività calcistica".

Quindi in primo luogo l'arbitro Vincic sarebbe squalificato, più probabilmente radiato a vita, vista la gravità della condotta e l'importanza del palcoscenico. Per lui potrebbe scattare anche un procedimento penale per frode sportiva o corruzione nei tribunali ordinari. Poi però si porrebbe la questione più importante: le due squadre sono entrambe incolpevoli ai fini del comportamento manipolatorio dell'arbitro (ad esempio nel caso in cui quest'ultimo sia stato corrotto da un'organizzazione esterna di scommesse clandestine) oppure una delle due lo ha corrotto?
Il Comma 2 dell'Articolo 20 recita: "Qualora un giocatore o un dirigente si renda responsabile di comportamenti descritti al paragrafo 1, la società o l'associazione di appartenenza del giocatore o del dirigente potrà essere sanzionata con la perdita a tavolino della partita in questione o potrà essere dichiarata ineleggibile a partecipare a un'altra competizione, a condizione che l'integrità della competizione sia tutelata. Potranno essere imposte ulteriori misure disciplinari".

Due scenari possibili, a seconda del coinvolgimento o meno delle squadre nella manipolazione
Dunque lo scenario più logico – almeno quello che è alla base della petizione dei tifosi dell'Argentina, ovvero la corruzione di Vincic da parte della Spagna – vedrebbe, in caso di prove certissime che tutto questo sia davvero avvenuto (ovvero niente di più lontano dall'aria fritta di cui si parla…), la sconfitta a tavolino delle Furie Rosse, con la conseguenza che il titolo di Campione del Mondo sarebbe revocato e assegnato all'Albiceleste.
L'Argentina sarebbe dunque proclamata vincitrice d'ufficio senza dover scendere nuovamente in campo, il che rende doppiamente assurda la petizione in questione, che invece punta a far rigiocare la finale con "un arbitro imparziale e corretto".

Il replay del match – che pure è contemplato dall'Articolo 6, "Misure disciplinari" – potrebbe invece avere luogo, ragionando astrattamente, nella prima ipotesi esposta sopra, ovvero qualora nessuna delle due squadre avesse avuto un ruolo nella manipolazione, da ascrivere tutta all'arbitro. In quel caso, la FIFA avrebbe la facoltà di ordinare la ripetizione della gara perché né la Spagna né l'Argentina avrebbero colpe.
L'unico precedente di ripetizione di una gara per arbitro corrotto: Sudafrica-Senegal del 2016
C'è un celebre e peraltro unico precedente in tal senso, risalente a una decina di anni fa: il 12 novembre 2016 la partita di qualificazione ai Mondiali tra Sudafrica e Senegal terminò 2-1 con un rigore inesistente concesso dall'arbitro ghanese Joseph Lamptey. Fu poi accertato che il direttore di gara era coinvolto in un giro di scommesse illegali, il che portò alla sua squalifica a vita, mentre le due squadre erano completamente estranee alla vicenda. Poiché l'illecito era stato orchestrato solo da terzi scommettitori e dall'arbitro, né il Sudafrica o il Senegal erano suoi complici, la FIFA stabilì che la soluzione più equa per ripristinare la giustizia sportiva non fosse il ribaltamento a tavolino del risultato, ma la sua cancellazione e la successiva ripetizione della partita da zero.
Peraltro c'è da aggiungere un ulteriore elemento per avere un quadro ancora più chiaro e completo di uno scenario apocalittico come quello ipotizzato dalla petizione riguardo Spagna-Argentina. È vero che l'Articolo 6 già citato indica tra le possibili sanzioni applicabili "annulment of the result", "forfeit" e "replaying a match", ma la FIFA ha una discrezionalità amplissima circa la decisione da prendere. Inoltre nell'Articolo 20, si specifica che la misure disciplinari vanno applicate solo "provided the integrity of the competition is protected", ovvero "a condizione che sia tutelata l'integrità della competizione".
E per una finale di Coppa del Mondo già giocata, assegnata, premiata e chiusa, qualsiasi sanzione applicata rischierebbe di creare un danno all'integrità maggiore di quello ipotetico della corruzione. Il precedente di Sudafrica-Senegal da questo punto di vista non sarebbe paragonabile: in quel caso le qualificazioni erano ancora in corso, la ripetizione era possibile anche perché c'era tempo di rigiocare la partita. Per la finale di un Mondiale, il discorso sarebbe abissalmente diverso: torneo terminato, trofeo consegnato, premi pagati, ranking aggiornati, giocatori in vacanza prima di rientrare ai club per i loro doveri contrattuali. Un consiglio? Non firmate la petizione…