Dopo giornate di grande confusione e di polemiche, il pallone della Serie A è pronto a rotolare sui campi di calcio a partire dal prossimo weekend. Trovato il compromesso per affrontare l'emergenza Coronavirus, che ha messo quasi in ginocchio anche lo sport più amato da tutti gli italiani, tutti i club del nostro massimo campionato possono dunque prepararsi per scendere nuovamente sul terreno di gioco e cercare di conquistare i tre punti. Lo faranno però senza il pubblico sugli spalti: condizione necessaria per tutelare la salute di tutti e per evitare che la Serie A (e gli altri tornei) si arrendano a questo maledetto virus.

Le disposizioni della Lega di Serie A

Ma cosa comporta il fatto di giocare a porte chiuse? Il decreto ministeriale emanato nelle scorse ore, non obbliga soltanto i tifosi a rimanere a casa ma va anche a limitare la presenza allo stadio di coloro che, oltre al pubblico pagante, è solitamente coinvolto ad ogni partita. A cercare di far chiarezza sulla situazione è il comunicato ufficiale emesso dalla Lega Calcio di Serie A, che oltre a vietare l'ingresso al pubblico spiega chi può entrare allo stadio nonostante l'input delle porte chiuse.

Oltre ai calciatori, ai direttori di gara e agli altri componenti dello staff tecnico delle due squadre, sono ammessi al recinto di gioco "il personale con funzioni strettamente connesse all’organizzazione della gara nel numero complessivo di massimo 100 unità (a titolo esemplificativo, ma non esaustivo: i raccattapalle, i manutentori del campo, gli operatori di pulizia delle aree interessate), gli incaricati della procura federale, i delegati Lega, i medici anti-doping e i rappresentanti della commissione federale anti-doping".

Le modifiche al programma prima e dopo la gara

Sono ovviamente autorizzati all'ingresso anche "gli addetti della Sicurezza Pubblica, gli steward previsti nelle aree interessate, i VVFF e gli operatori di Pronto Soccorso, secondo le indicazioni approvate dal GOS, gli operatori televisivi e i giornalisti delle emittenti titolari dei diritti di trasmissione live, per ciascuna società un fotografo ufficiale e un social media manager, gli operatori dell'informazione preventivamente autorizzati e comune nel numero massimo di 150".

La disposizione va inoltre ‘ad impattare' su quelle che sono solitamente le operazioni prima e dopo una partita, come il cerimoniale di gara che "verrà attuato in forma ridotta e pertanto senza la presenza di bambini e/o altri accompagnatori dei giocatori al momento dell'ingresso in campo delle squadre" e le interviste in area mixed zone (che non verranno effettuate) e la conferenza stampa che "prodotta dalla Lega Serie A verrà distribuita, sia live ai titolari di diritti, sia a tutti coloro che oggi ne hanno titolo".