Seedorf smonta il calcio di PSG-Bayern con un discorso virale: “Chiedete ai portieri se sono felici”

PSG-Bayern Monaco di Champions League per qualcuno è stata l'espressione massima del gioco del calcio. Ben 9 gol segnati nella semifinale d'andata con il 5-4 che diventa un risultato chiaramente aperto a una nuova battaglia a suon di gol anche in vista del ritorno. Una partita che si è giocata a due giorni dallo 0-0 di Milan-Juventus che da partita di cartello è diventata emblema del disastro del calcio italiano caratterizzato da poco appeal visto lo scorso spettacolo offerto. Oltre ai vari utenti sui social che hanno rimarcato proprio questa differenza sostanziale tra il calcio italiano e quello di altri compagini del campionato inglese, tedesco, spagnolo e francese, anche l'ex attaccante di Juve e Arsenal Thierry Henry in sede di commento alla CBS ha voluto rimarcare un concetto:
"Resti in pace chi non ha assistito al match di ieri". Insomma, tutti d'accordo, o quasi. Clarence Seedorf, nelle vesti di opinionista TV, proprio a margine della sfida di Parigi è andato in controtendenza parlando di squadre sbilanciate e poco attente alla fase difensive e dunque carenti di equilibrio in mezzo al campo: "Chiedete ai portieri se sono felici – ha spiegato l'ex Milan che ha poi aggiunto -. Il clean sheet è sempre stato sacro per i portieri e abbiamo visto una squadra come l’Arsenal fare la differenza quest’anno, con così tanti clean sheet lungo tutto il percorso. Quindi, se devo indicare una squadra ora che sarà davvero capace di portarla a casa, proprio per la loro capacità… è l’Arsenal".

La spiegazione di Seedorf su PSG-Bayern e il paragone col Real Madrid
Sostanzialmente Seedorf apprezza l’attacco spettacolare, ma sottolinea che senza equilibrio difensivo e organizzazione si rischi di buttare via tutto avendo segnato ben 5 gol. Per questo cita l’Arsenal (e l’Atletico), le altre due semifinaliste, come esempi di squadre che possono arrivare fino in fondo.
"Penso che ci debba essere un equilibrio – ha spiegato -. Sono assolutamente a favore del fatto che, quando hai la palla, si giochi un calcio d’attacco, si provi ad andare in avanti anche senza avere tanti uomini in area. Ma serve anche l’equilibrio in fase difensiva. Immagina di essere il PSG, segnare cinque gol contro una delle migliori squadre del mondo… e rischiate di restare a casa a guardare la finale perché siete stati troppo aperti, perché avete concesso troppe occasioni facili. Deve esserci un limite". Il discorso di Seedorf è dunque il classico rovescio della medaglia che va da tutt'altra direzione rispetto alla maggioranza dell'opinione pubblica.
"Guardando alle caratteristiche delle squadre… l’Arsenal è capace di fare quello che dico io così come l’Atletico Madrid – spiega -. Entrambe hanno un buon attacco, ma fanno più fatica a segnare rispetto a queste due squadre. Ai Gunners però gli basta un gol solo, e quello può fare la differenza. Difendere vuol dire organizzazione". Per qualcuno il discorso di Seedorf è quasi "all'italiana" per ricollegarci alla classica teoria nostrana di un calcio catenacciaro. Ma in realtà è solo una visione più ampia di quanto visto a Parigi.
"Quando avevamo 10 anni, iniziavamo a correre indietro, perché non potevi permettere che ti mettessero la palla alle spalle – ha ribadito ancora tirando in ballo il Real Madrid -. Quello per me è difendere. Questo ha fatto la differenza anche al Real Madrid negli ultimi anni. C’era un’organizzazione". Casualmente quel Real era allenato da Carlo Ancelotti. Seedorf allora torna a parlare di PSG-Bayern: "Quante palle abbiamo visto oggi dietro i terzini, con i difensori centrali che stavano semplicemente a guardare senza spostarsi? Sono cose basilari che chiunque a questo livello dovrebbe sapere".