Sebastiani: “Verratti non voleva andare al PSG, sognava di aprire un suo bar a Manoppello”

Il Pescara è in piena lotta per non retrocedere in Serie C dopo la splendida promozione della passata stagione in Serie B a seguito della conquista dei playoff di Serie C. La squadra abruzzese è stato protagonista fino a questo momento di una splendida rimonta che l'ha portata da quasi spacciata alla retrocessione a lottare per la salvezza. Il ko interno contro la Sampdoria ha forse leggermente rallentato la cavalcata del Pescara che però trainato da un super Lorenzo Insigne non ha nessuna voglia di mollare. E a proposito di Insigne, non si può non pensare a quel Pescara con Zeman, Verratti e Immobile. Anche di questo ha parlato il presidente del club, Daniele Sebastiani, nel corso di un'intervista a ‘DoppioPasso podcast'.
Oltre a racconti, retroscena e curiosità riguardanti gli ultimi anni del Pescara, Sebastiani si è concentrato anche a parlare proprio di Marco Verratti che nel 2012 lasciò Pescara, passando direttamente dalla Serie B al PSG senza mai passare per la Serie A per una cifra pari a 11 milioni più 3 di bonus e ingaggio da 1,8 milioni all'anno per il centrocampista. Un affare che Sebastiani ricorda benissimo, specie per come dovette convincere Verratti al trasferimento il quale proprio non voleva andarci a Parigi: "Ho impiegato due giocatori di quel momento del Pescara, Zanon e Balzano, tutto il weekend per convincere Marco ad accettare il trasferimento".

Di fatto Sebastiani spiega come Verratti non fosse proprio convinto di andare via dall'Abruzzo e da Pescara: "Marco era un ragazzino che non era mai uscito dal suo paese e quindi oggi parlare di Marco e pensando a ieri mi viene da sorridere perché oggi vedo una persona, quando ci parlo, sento una persona del mondo mentre ieri parlavo con un ragazzino che non era mai uscito di casa". Ma andare al PSG fu un'impresa ardua: "Ricevo una telefonata di Braida che non smetterò mai di ringraziare che mi dice: ‘Ti chiamerà Leo (Leonardo ndr) per il ragazzino'". Sebastiani restò spiazzato da quanto aveva appena sentito e dopo 5 minuti arrivò davvero la telefonata di Leonardo.
Il presidente del Pescara si era accordato per andare a Parigi martedì a firmare il contratto, ma non aveva fatto i conti con Verratti: "Non voleva andare perché Marco non era mai uscito da casa sua, voleva giocare a Pescara. Il suo sogno era di aprire il bar a Manoppello (suo paese d'origine in provincia di Pescara ndr)". Di fatto poi la trattativa andò a buon fine anche per ciò che fece lo stesso Sebastiani: "Io gli ripetevo che questa storia avrebbe cambiato la vita a lui, alla sua famiglia, ai suoi figli, per sempre e quindi però ci ho impiegato due giorni per convincerlo ad andare".