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PSG-Arsenal, cosa succede in caso di pareggio: il regolamento su supplementari e rigori, chi vince

La finale di Champions League tra PSG e Arsenal potrebbe andare oltre i 90 minuti regolamentari: se pareggiano ci saranno prima i supplementari, poi la lotteria dei rigori.
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A Budapest PSG e Arsenal si sfidano per portare a casa la Champions League. I parigini sperano di fare il colpaccio per il secondo anno consecutivo, dopo la vittoria della scorsa edizione nella finale contro l'Inter, mentre gli inglesi vogliono chiudere la stagione accarezzando il sogno proibito. Ambizioni e qualità in un pomeriggio che scriverà un altro pezzo di storia e potrebbero non bastare 90 minuti per decretare la vincitrice.

Le due squadre potrebbero arrivare alla fine dei tempi regolamentari ancora in parità e a quel punto le emozioni della finale proseguirebbero ancora per un po', fino a scaturire eventualmente nella lotteria dei rigori. Raya e Safonov dovranno alzare il livello d'attenzione perché potrebbero diventare decisivi per le sorti della coppa.

Cosa succede in caso di pareggio in finale di Champions

Il PSG parte sicuramente favorito per l'altissima qualità dei suoi interpreti, ma l'Arsenal in questa stagione ha vissuto un cammino europeo di tutto rispetto e sogna di portare a casa la Champions dopo aver vinto il campionato sfatando un tabù durato 22 anni. La partita potrebbe restare in equilibrio fino alla fine dei 90 minuti e, come sottolineato dal regolamento della competizione, a quel punto le due squadre giocherebbero due tempi supplementari da 15 minuti ciascuno.

Alla fine del tempo aggiuntivo potremmo avere la vincitrice, ma in caso di pareggio si andrebbe ai calci di rigore. È il momento più temuto perché tutto potrebbe accadere con Safonov da una parte e Raya dall'altra: Luis Enrique e Arteta dovranno scegliere con molta cura i propri rigoristi e ponderare bene i cambi per non togliere dal campo pedine fondamentali nella parte decisiva della finale: la Champions League potrebbe giocarsi tutta dagli undici metri, tra le parate dei portieri e l'intuizione di chi avrà tra le mani uno dei palloni più pesanti dell'intera carriera.

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