Dopo 15 giornate di campionato e cinque gare di Champions League è arrivata la prima sconfitta della Juventus. In casa della Lazio i bianconeri non perdevano dal 2003 ma ieri sera i capitolini hanno infilati la settima vittoria consecutiva e approfittando della frenata dell'Inter con la Roma si sono portati a -5 dalla vetta della classifica. La squadra di Maurizio Sarri ha giocato un ottimo primo tempo, forse una delle migliori prestazioni di quest'anno, e ha iniziato a riscontrare diversi problemi dopo l'espulsione di Cuadrado per fallo da ultimo uomo.

I campioni d'Italia in carica hanno messo in luce, da qualche gara a questa parte, delle difficoltà soprattutto a centrocampo e gli infortuni che hanno colpito Khedira, Ramsey e, per ultimo, Bentancur non possono che alimentare il campanello d'allarme. Sarri ha puntato fin da subito sulla vecchia guardia, ovvero Pjanic-Khedira-Matuidi con il bosniaco faro della mediana e cervello della squadra, e le risposte sono state positive nonostante gli ultimi due sembrassero con le valigie in mano  fino all'ultimo giorno di agosto.

Il numero 5 bianconero è insostituibile per caratteristiche e per come riesce a far muovere il pallone sia in orizzontale che in verticale e nelle gare in cui non ha giocato è stato rimpiazzato, seppur con caratteristiche diverse, da Rodrigo Bentancur, che dopo un inizio a rallentatore è diventato sempre più importante nelle rotazioni di Sarri ma ieri sera è uscito per infortunio e ancora non si hanno notizie precise. In Blaise Matuidi, così come Allegri, il tecnico napoletano ha trovato un motore instancabile per entrambe le fasi mentre Sami Khedira, che rientrerà a marzo dopo l'operazione al ginocchio, garantiva il solito lavoro oscuro e le sortite offensive che ben abbiamo imparato a conoscere.

Trequartista cercasi: poca continuità per Ramsey e Berna

Dopo aver messo in campo il 4-3-3 per qualche gara la Juventus è passata al 4-3-1-2 e gli uomini che Sarri ha impiegato come trequartisti sono stati Aaron Ramsey e Federico Bernardeschi. Questi due ragazzi hanno mostrato abnegazione non sempre sono arrivate prestazioni di grande continuità e se l'ex Arsenal è stato spesso bloccato a causa di problemi fisici il numero 10 della Nazionale Italiana si è espresso su buoni livelli in alcune gare mentre in altre è parso piuttosto spaesato.

Da Can a Rabiot: scelte poco chiare e cessioni mancate

Discorso diverso per Emre Can e Adrien Rabiot. Il francese, per lui solo 446′ (penultimo per utilizzo), non ha mai brillato nei primi mesi a Torino e non è chiaro se il problema sia l'adattamento al nuovo campionato e alle idee di Sarri o il fatto che sia stato fermo per più di sei mesi. I problemi di Emre Can derivano dall'esclusione dalla lista Champions e lo stesso calciatore ne ha più volte parlato dai ritiri della sua nazionale in questi mesi: il tedesco non ha mai nascosto la sua delusione per quanto accaduto e il suo addio sembra essere vicino: per l'ex Liverpool si tratta di un discorso mentale più che fisico, nonostante sia il centrocampista meno impiegato (227′), e anche con la Lazio il suo approccio non è parso dei migliori.

Lo stesso Sarri ieri sera ai microfoni di Radio Rai1 nel post partita ha ammesso che vi è un problema in mezzo al campo e se i tempi di recupero di alcuni calciatori dovessero essere molto lunghi si potrebbe anche intervenire sul mercato. Abbiamo sempre elogiato la rosa profonda della Juventus ma se dovessero esserci stravolgimenti nella sessione invernale vuol dire che qualcosa non è stato fatto nel modo giusto la scorsa estate. Rosa lunga, ma non troppo.