Sarri non ci sta dopo l’analisi sulle sconfitte della Lazio e blocca il giornalista: “Fermo, fermo!”

Maurizio Sarri è intervenuto in diretta dopo la sconfitta della sua Lazio al Franchi contro la Fiorentina. Il tecnico dei biancocelesti si è presentato a questa partita con diversi infortunati e giocatori recuperati non totalmente ma ugualmente mandati in campo. L'allenatore della Lazio infatti esordisce così ai microfoni di DAZN: "La sconfitta mi sembra troppo". E così da studio è il giornalista Riccardo Mancini ad intervenire per fare una sorta di analisi sulle sconfitte della Lazio in questo campionato condividendo questi numeri con Sarri:
"Con questa ennesima sconfitta rimanete un po' nel limbo". L'allenatore biancoceleste però dopo aver ascoltato questa frase ha subito un sussulto e prende immediatamente la parola. Non condivide quelle parole e alza il tono della sua voce: "Fermo, fermo, fermo!". Mancini di fatto si interrompe subito e dà la parola all'allenatore della Lazio che ribatte immediatamente: "Ci sono sei squadre solo che hanno perso meno di noi".

Chiaramente il riferimento è alle prime sei della classe e così il giornalista di DAZN cerca di spiegare meglio il suo ragionamento fatto a Sarri: "Non è la prima sconfitta, quello è il senso – e il tecnico dei biancocelesti replica ancora -. Sì, ma se era la prima sconfitta eravamo primi in classifica". I due sorridono e così si cambia il focus della discussione provandosi a concentrare molto di più sulla partita. Sarri a questo punto parla proprio dei problemi avuti alla vigilia dove gli ultimi a dare forfait sono stati Marusic e Maldini.
"Non ho sentito i programmi futuri della Lazio ma per me la stagione è stata devastante, solo per preparare questa partita ce ne mancavano dieci, ho dovuto far giocare gli acciaccati – ha detto per poi ribadire -. Per i programmi futuri vediamo cosa ha in mente la società e cosa avrò in mente io". E poi si concentra su una questione puramente tecnica: "Il mancato attacco dell'area di rigore è un problema avuto da tutto l'anno, ci manca come caratteristica e quando riusciamo a saltare un uomo raramente siamo accompagnati".