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Rino Foschi svela la recita davanti a Maurizio Zamparini nella bara: “Me lo chiese la figlia”

Rino Foschi racconta cosa accadde nella camera mortuaria dov’era Maurizio Zamparini: “Vidi il presidente nella bara”. Poi ci fu la richiesta della figlia che lo colse di sorpresa: “Papà, prima di andarsene, ha detto che da te vuole questo”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Il rapporto personale, prima ancora che professionale, tra Rino Foschi, una carriera lunghissima da direttore sportivo, e Maurizio Zamparini, l'icona del presidente vulcanico dall'esonero facile, è stato fortissimo. I litigi durante la loro collaborazione al Palermo erano ovviamente all'ordine del giorno, così come i pentimenti da parte dell'imprenditore friulano. Per capire quanto quel legame fosse stretto, basta ascoltare l'aneddoto quasi incredibile raccontato da Foschi, un episodio avvenuto dopo la morte di Zamparini a 80 anni l'1 febbraio del 2022.

Il dirigente di Forlì ricorda come la morte dell'amatissimo figlio Armando, trovato senza vita per cause naturali qualche mese prima nella camera del suo appartamento londinese, avesse distrutto Zamparini al punto che "mi telefonò e mi disse che voleva morire anche lui". Da quel momento le cose precipitarono: "Si lasciò andare e si fece ricoverare in un ospedale in Romagna, vicino a casa mia".

Foschi è stato Ds del Palermo di Zamparini dal 2002 al 2008
Foschi è stato Ds del Palermo di Zamparini dal 2002 al 2008

Foschi e la finzione nella camera mortuaria, la figlia di Zamparini: "Ora litigate"

Poi arrivò la fine, seguita da una telefonata a Foschi: "Il giorno in cui mancò, sua figlia Silvana mi chiamò: ‘Rino, papà ha detto che della gente del calcio vuole soltanto te, alla camera mortuaria'. Andai e vidi il presidente nella bara, con la sua solita tenuta, aveva i jeans di velluto. Stetti in raccoglimento, ma Silvana mi disse: ‘No no, devi parlargli come se fosse vivo e come se foste incazzati l'uno con l'altro. Papà, prima di andarsene, ha detto che da te vuole questo'. Ero in imbarazzo, però mormorai due stupidaggini".

"Silvana mi fece voltare – racconta il 79enne romagnolo alla ‘Gazzetta dello Sport – e vidi un televisore su cui scorrevano le immagini di Zamparini e io insieme. Scoppiai a piangere e feci un tale casino che una signora, congiunta di un defunto nella stanza accanto, venne a rimproverarmi. Con Zamparini litigavamo, ma ci volevamo bene: ‘Rino, scherzavo, tu sei il numero uno'. Mi avrà licenziato sette-otto volte, ma in genere mi richiamava dopo due-tre ore: ‘Dai, torna qui'. Una volta, il licenziamento durò un paio di settimane. Prese Papadopulo come allenatore e io non volevo. Alla prima sconfitta, mi telefonò: ‘Rifai la valigia e rientra a Palermo'".

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