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Europei di calcio femminile 2022

Gli stipendi delle calciatrici dell’Italia femminile: quanto guadagnano con il professionismo

Con la storica evoluzione di status al professionismo, le calciatrici italiane hanno nuove tutele e anche nuovi stipendi, ma la strada da fare per accrescere il livello del movimento è ancora lunga.
A cura di Enrico Scoccimarro
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Con il passaggio al professionismo, il calcio femminile ha ottenuto uno status fondamentale per la carriera delle calciatrici e soprattutto per le ragazze che in futuro vorranno avvicinarsi al cacio con l'obiettivo di praticarlo ad alti livelli. Oltre ai cambiamenti burocratici che di fatti tutelano le giocatrici, c'è anche l'aspetto economico piuttosto rilevante. Le ragazze azzurre che tra poco prenderanno parte a Women's Euro 2022 conteranno su un minimo salariale garantito che prima di quest'anno non esisteva, oltre ai gettoni per la partecipazione in Nazionale.

Stipendi nel calcio femminile molto più bassi: le cifre rispetto ai calciatori

Ovviamente rimane un abisso col calcio maschile, storicamente esponenzialmente più seguito, ma le nuove cifre rappresentano comunque un gran passo avanti rispetto ai guadagni precedenti. Prima del passaggio, infatti, il massimo che avrebbe potuto ricevere una calciatrice in Italia si aggirava sui 40.000 euro lordi all'anno ma, fatti i conti, il risultato è che in media una calciatrice in Serie A guadagnava annualmente intorno ai 15 mila euro lordi. Numeri che si aggirano pressapoco ad uno stipendio da impiegato.

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Ora invece l'Assocalciatori e la Figc hanno deciso di equiparare gli stipendi al livello della Serie C maschile, fissando il salario minimo a 26 mila euro lordi all'anno. Ma già oggi in Serie A molte calciatrici guadagnano molto di più, in base al proprio livello e alle società in cui militano. Gli stipendi poi aumenteranno con la crescita dell'intero movimento e in base a quanto sarà seguito, con contratti per le TV e incassi dagli stadi. Burocraticamente, la svolta poi riguarda l'istituzione di contratti professionistici: vuol dire che i club dovranno riconoscere contributi previdenziali, versare l'Irpef e i contributi per il fondo di fine carriera a tutte le calciatrici. Le italiane che sono riuscite ad essere tra le 23 convocate per la spedizione in Inghilterra possono già godere di un ottimo livello nei club di appartenenza, a cui si aggiungeranno i gettoni per le presenze in azzurro e in base ai risultati ottenuti.

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Le differenze di stipendi tra le calciatrici italiani e quelle internazionali

Tuttavia, siamo ancora lontani dalla cifre che si vedono in alcuni casi nel calcio femminile internazionale. Ad esempio, l'australiana Samantha Kerr, prelevata dal Chelsea dai Chicago Red Stars nel 2020, è arrivata a guadagnare 726.500 euro a stagione. La Kerr ha quasi doppiato la collega fino a quel punto più pagata, ovvero la "star" americana Alex Morgan (408.00 euro), che però resta la calciatrice più pagata al mondo grazie ai guadagni collaterali degli sponsor, ancora più fondamentali e impattanti nel mondo del pallone femminile rispetto a quello maschile.

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