Protegge il nonno impaurito ma viene scambiato per cieco: storia assurda durante gli scontri

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La battaglia tra tifosi del Queretaro e dell’Atlas durante un match del massimo campionato messicano ha lasciato dietro di sé numerosi feriti e un mare di polemiche. Ma anche una storia commovente e surreale al tempo stesso.

In Messico infuriano le polemiche dopo gli scontri selvaggi che sabato scorso hanno costretto a sospendere il match del massimo campionato tra Queretaro e Atlas. Dopo un quarto d'ora del secondo tempo si è scatenato l'inferno, prima sugli spalti e poi – una volta che sono stati aperti i varchi che davano accesso al terreno di gioco – anche in campo. Una vera e propria battaglia che ha lasciato stesi al suolo decine di corpi, al punto che nelle ore successive si era sparsa la voce che ci fossero alcuni morti, notizia smentita dalle autorità. Ad ora si parla ancora soltanto di feriti, alcuni dei quali gravi, ricoverati in ospedale.

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Immagini di brutale violenza allo stadio Corregidora di Queretaro

Al di là dei criminali travestiti da tifosi, in particolare tra i sostenitori della squadra di casa che essendo in schiacciante superiorità hanno potuto inscenare una vera e propria caccia all'uomo, sono tutte da accertare anche le responsabilità della polizia – che è rimasta inerte o peggio è apparsa in alcuni video quasi complice della mattanza – nonché degli addetti alla sicurezza di servizio allo stadio. Al momento l'indagine aperta per tentato omicidio non ha portato ancora ad alcun fermo, mentre la Liga MX ha già fatto sapere che vieterà da adesso in poi le trasferte dei tifosi a tempo indeterminato.

Tra le tantissime scene – violente, sanguinose, drammatiche, ma anche di salvezza di chi è riuscito miracolosamente a fuggire – immortalate in foto e video circolati nelle ore successive, una in particolare è apparsa commovente, diventando oggetto di una storia diventata virale, salvo poi essere smentita dallo stesso protagonista. La storia tocca ugualmente il cuore e l'immagine è davvero potente, ma per un motivo diverso da quello che si era voluto fa credere inizialmente.

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La foto scattata durante gli scontri tra tifosi a Queretaro

In una foto si vedono due selvaggi picchiarsi, mentre a poca distanza da loro c'è un giovane con occhiali scuri che indossa la maglia dell'Atlas, abbracciato ad una persona anziana. Per molti media questa immagine raffigurava "un giovane cieco protetto da suo padre nella battaglia di Queretaro", col racconto che sottolineava l'angoscia dipinta sul volto del ragazzo mentre il genitore lo consolava in maniera commovente. Una narrazione che è stata smentita dopo qualche ora dallo stesso giovane protagonista, tale Ricardo Rawers con un post su Facebook.

"Uno non può mettersi i suoi occhiali perché ti fanno passare per cieco e ti inventano mille storie – ha scritto il giovane tifoso dell'Atlas di Guadalajara – Se era così era perché stavo calmando il mio nonnino perché lui aveva paura e non c'era dove scappare, erano tutti contro, però grazie a Dio non è successo niente, e sono in tendenza. L'ultima cosa che manca è che mettano che sono già morto", ha scherzato alla fine il buon Ricardo. Almeno per lui il pomeriggio da incubo di Queretaro non è finito in tragedia.

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