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Procedimento disciplinare FIFA: oltre alla rissa di Spagna-Argentina c’è anche lo striscione sulle Falkland

E’ stato pubblicato il comunicato il Comitato Disciplinare della FIFA che non si ferma solo alla rissa finale dopo Spagna-Argentina ai Mondiali. Si valutano sanzioni che coinvolgono anche il discusso striscione sulle Falkland.
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Adesso è ufficiale: c'è un procedimento disciplinare da parte della FIFA a seguito degli incidenti verificatisi dopo la finale dei Mondiali del 2026 tra Spagna e Argentina. L'oggetto del contendere è soprattutto la rissa avvenuta nel finale di partita, dopo la conclusione e la vittoria delle Furie di de la Fuente con diversi giocatori coinvolti. Nel procedimento disciplinare federale compaiono cinque giocatori dell'Argentina e uno della Spagna soggetti a possibili sanzioni: Leandro Paredes, Nahuel Molina, Thiago Almada e  Roberto Ayala e Pablo Martín Páez Gavira ‘Gavi'.

Il procedimento era nell'aria da tempo e la stessa FIFA aveva annunciato che avrebbe compiuto le debite verifiche su quanto era accaduto in Spagna-Argentina lo scorso 19 luglio nella finale dei Mondiali 2026. Come prevede lo stesso Codice Disciplinare della FIFA, ai giocatoti inseriti nelle carte e soggetti a ulteriore verifica è stata concessa la possibilità di presentare la propria posizione di difesa adducendo eventuali versioni che verranno poste al vaglio. Solamente successivamente il Comitato Disciplinare della FIFA emetterà una decisione finale somministrando eventuali provvedimenti.

Cosa emerge dal comunicato FIFA: sotto indagine la rissa e i comportamenti durante il Mondiale

Oggi è troppo presto per sapere cosa dovranno affrontare i vari giocatori coinvolti ma ciò che appare altrettanto evidente è che all'interno delle carte federali vi siano già due elementi precisi. Il primo è nelle sostanziali differenze sulla gravità delle accuse per i giocatori coinvolti, molto più pesanti per i calciatori dell'Argentina rispetto all'unico spagnolo coinvolto, Gavi. Per capire di cosa si tratta è fondamentale però andare a sviscerare il comunicato FIFA. Il secondo è che sotto analisi ci sono anche altri comportamenti che vanno al di là della rissa in finale.

La FIFA e lo striscione delle Flakland: probabili sanzioni alla Federcalcio argentina

Il comunicato cita espressamente le "possibili violazioni dell’articolo 13, paragrafo 2, lettera c) (utilizzo di un evento sportivo per svolgere manifestazioni di natura non sportiva), dell’articolo 14, paragrafo 5 (condotta scorretta), dell’articolo 15 (discriminazione e aggressione razzista) e dell’articolo 17 (ordine di gioco e sicurezza)".

In questo contesto il riferimento mostra che la FIFA non sta guardando solo a quanto accaduto alla finale, ma a un pattern di comportamenti ripetuti durante tutto il Mondiale 2026, compreso anche il famoso striscione legato alle Isole Falkland che aveva fatto enormemente discutere. In questo senso, la Federazione argentina in prima persona rischia sanzioni collettive pesanti perché ritenuta responsabile di non aver controllato adeguatamente giocatori, staff e tifosi.

La rissa dopo la finale: le accuse più pesanti, Paredes ha tre capi d'imputazione

All'interno della nota FIFA c'è poi il paragrafo relativo agli incidenti nella finale: "Il Comitato Disciplinare della FIFA ha avviato procedimenti disciplinari, per possibili violazioni dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera i), del Codice Disciplinare FIFA (aggressione), nei confronti dei giocatori argentini Nahuel Molina (due capi d’accusa, uno consumato e uno tentato) e Leandro Paredes (tre capi d’accusa), nonché nei confronti del membro dello staff tecnico argentino Roberto Ayala (un capo d’accusa)."

Questo è il punto in cui si evidenziano non solo i motivi ma anche gli autori dei gesti incriminati. Nello specifico Nahuel Molina ha due capi d’imputazione per aggressione, di cui uno portato a termine e uno tentato durante la rissa collettiva. Per Leandro Paredes la FIFA evidenzia la posizione più grave in assoluto, con tre capi d’accusa per aggressione. È il giocatore più esposto tra tutti per aver partecipato a più episodi distinti tra aggressione volontaria e reazioni eccessive registrate anche dalle immagini televisive. C'è anche riferimento esplicito a Roberto Ayala dello staff tecnico argentino col capo d’accusa di aggressione.

Gli altri giocatori coinvolti: c'è anche lo spagnolo Gavi

Accanto alle aggressioni, la FIFA contesta anche comportamenti meno gravi ma comunque rilevanti verso altri giocatori: "Sono stati avviati procedimenti disciplinari" si legge sempre nella nota FIFA, "per possibili violazioni dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera b), del Codice Disciplinare FIFA (condotta antisportiva), nei confronti dei giocatori argentini Nahuel Molina (un capo d’accusa) e Thiago Almada (un capo d’accusa), nonché nei confronti del giocatore spagnolo Pablo Martín Páez Gavira ‘Gavi’ (un capo d’accusa)".

In questo caso emergono chiaramente le differenze disciplinari tra le due nazionali coinvolte. Da un lato ci sono gli argentini Molina e Almada che sono esplicitamente accusati di condotta antisportiva, dall'altro l'unico spagnolo, Gavi, con un solo capo d’accusa. Per condotta antisportiva.

Emergendo un evidente squilibrio è altrettanto evidente la differenza su un potenziale impatto sanzionatorio: per gli argentini il rischio è alto e può portare a squalifiche di lungo periodo, di diversi mesi mentre per Gavi si prospetta una eventuale sanzione di poche partite. Questo perché la FIFA appare aver raccolto prove più pesanti e numerose contro il comportamento argentino, sia individuale che collettivo. Nello specifico per i giocatori argentini venisse confermata la tesi di aggressione le squalifiche potrebbero arrivare anche a 24 mesi, soprattutto per Paredes che deve rispondere a tre capi d'accusa diversi.

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