Perquisizioni al Vasco da Gama e al Vila Nova: operazione antidroga e armi, coinvolti anche calciatori

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Un’importante operazione di polizia è scattata all’alba di lunedì 31 agosto in diverse regioni del Brasile, coinvolgendo da vicino anche il calcio professionistico. Perquisiti i centri sportivi di alcuni club e le abitazioni di due giocatori.

Un’operazione di polizia di ampia portata sta scuotendo in queste ore il calcio professionistico brasiliano, con ramificazioni che vanno ben oltre i confini degli stadi e delle città coinvolte. Nella mattinata di lunedì 31 agosto 2026 le forze dell’ordine, coordinate dalla Polizia Civile dell’Espirito Santo, hanno dato il via all'azione denominata "A Tropa", nome che riprende proprio l’autodefinizione usata dal gruppo criminale sotto inchiesta e che sta coinvolgendo da vicino alcuni club di prima fascia come il Vasco da Gama e diversi giocatori brasiliani.

L’indagine mira a smantellare una rete accusata di traffico interstatale di droga e armi, riciclaggio di denaro e legami con organizzazioni criminali attive in più regioni del Paese, ma ciò che rende la vicenda particolarmente rilevante è proprio il coinvolgimento, ancora in fase di accertamento, di atleti professionisti e imprenditori legati al mondo del calcio, un elemento che sta già generando eco mediatica internazionale, suscitando sdegno e scalpore.

Le perquisizioni nei club e nelle case dei calciatori

Le forze di polizia hanno eseguito quattro mandati di arresto temporaneo e quindici di perquisizione, mobilitando circa un centinaio di agenti, decine di veicoli e due elicotteri. Le azioni si sono concentrate non solo in località dell’Espirito Santo, ma anche a Rio de Janeiro, Goiás, San Paolo e nel Distretto Federale. Proprio a Rio de Janeiro gli agenti della 14ª Delegacia del Leblon, supportati dalla unità specializzata in armi ed esplosivi, hanno fatto irruzione in indirizzi residenziali della zona sud-ovest e, soprattutto, all’interno di strutture e centri sportivi.

Tra i luoghi perquisiti figurano l’abitazione dell’attaccante del Vasco da Gama David Correa, noto ai propri tifosi anche col soprannome di "DVD", a Barra da Tijuca, e il centro di allenamento dello stesso club situato a Jacarepaguá. Il giocatore, trentenne originario di Serra nell’Espírito Santo e maglia numero 7 dei carioca, si è presentato spontaneamente al centro sportivo a bordo della propria auto e ha poi rilasciato dichiarazioni in questura, limitandosi a non commentare quanto stesse accadendo e dirigendosi poi all'allenamento con i propri compagni. Il Vasco ha comunicato ufficialmente di essere pronto a collaborare con le autorità e di attendere l’esito delle indagini, senza per ora adottare provvedimenti disciplinari.

I calciatori coinvolti: perquisizioni alle case di Correa e Hayner

Accanto a David, un altro nome noto del calcio brasiliano è finito nel mirino delle perquisizioni: il laterale destro Hayner, attualmente al Vila Nova dopo esperienze al Santos e di origini pure dell’Espirito Santo. Agenti hanno effettuato ricerche nella sua abitazione e nel centro di allenamento del club goiano. Il Vila Nova ha spiegato che il giocatore attribuisce il coinvolgimento a un’amicizia d’infanzia con uno degli indagati proveniente dalla stessa comunità. Ma l’inchiesta non si limita a questi due casi e le autorità stanno verificando eventuali ulteriori legami di altri atleti professionisti e di figure imprenditoriali con il gruppo criminale, un aspetto che amplia il quadro e rende l’operazione particolarmente delicata per l’immagine del calcio brasiliano.

Un’operazione che supera i confini del Brasile

La portata dell’iniziativa va evidentemente oltre i confini nazionali visto che il Brasile resta uno dei principali produttori di talenti calcistici al mondo e qualsiasi sospetto che tocchi il professionismo genera immediatamente attenzione da parte dei media internazionali e delle organizzazioni sportive. Al momento né David né Hayner risultano arrestati e le indagini sono ancora in corso. Tuttavia, sembra emergere con chiarezza il tentativo delle autorità di interrompere possibili infiltrazioni criminali in ambienti come quelli del calcio che, per la loro visibilità e i flussi economici, possono rappresentare un terreno fertile. Le perquisizioni ai centri sportivi, in particolare, hanno un valore simbolico forte: le autorità hanno voluto dimostrare che le indagini non si fermano alle abitazioni private ma arrivano fino alle strutture dove quotidiano e professionale si intrecciano, per debellare sul nascere un possibile effetto domino.

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