Perché si parla tanto di Gianluigi Aponte per il Napoli: il progetto che lega MSC e De Laurentiis
Gianluigi Aponte e il Napoli. Da ieri non si parla d'altro. Tutto per un volo. Quello preso da Aurelio De Laurentiis per recarsi oggi a Ginevra, dritto nella sede di MSC Crociere. Niente cessione. Niente quote. Almeno per adesso, è andato lì per un'altra cosa. Per capire se MSC, che già gli mette 18 milioni all'anno per la maglia, vuole fare il salto. Entrare da socio sul nuovo stadio da 600 milioni nell'ex area Q8 a San Giovanni.
Il vertice di Ginevra
Il presidente del Napoli ha un dossier sotto il braccio. Non è quello che fotografa lo stato di salute e le finanze del club. Ma il progetto ambizioso relativo alla costruzione di un nuovo stadio, che rientra in un piano più ampio di riqualificazione degli asset nella stagione del Centenario. Compresa la possibilità che la squadra abbia finalmente una casa propria, un centro sportivo moderno, attrezzato e qualificato. Pensato per un'azienda calcio e non più solo adattato alle esigenze sportive. Ad aspettare De Laurentiis (come spiegato da Il Mattino) ci sono i Gianluigi Aponte con i figli Alexa e Diego. L'opera tracciata sulle carte si estende su 25 ettari nell'ex area Q8, a San Giovanni a Teduccio (periferia del capoluogo). Dove c'era la raffineria.
L'idea è sempre la stessa: dare alla luce un impianto da 70.000 posti. La MSC Arena o MSC Stadium che abbia anche skybox, hotel, parcheggi, strade nuove. Tempi previsti per la realizzazione: 24-30 mesi di lavori se parte. Il sindaco, Manfredi, fino ad oggi ha tirato dritto verso l'unica soluzione possibile sul tavolo allo stato dei fatti: ristrutturare il Maradona per Euro 2032. De Laurentiis ne vuole uno suo. Di proprietà.
Quanto vale davvero la partnership MSC-Napoli oggi
MSC è al fianco del Napoli da tempo. Per anni è stata partner secondario, poi dal 2023 fa il salto e diventa main sponsor, quello davanti sulla maglia. Il vecchio contratto valeva 8,5 milioni a stagione. Quello nuovo vale 18 milioni a stagione fino al 2029. Più del doppio. È l'accordo più pesante che gli azzurri hanno sulla maglia. Dietro c'è Sorgesana, come sponsor tecnico c'è EA7 di Armani, sulla manica c'è DongFeng. Ma il piatto forte è MSC.

Quindi quando De Laurentiis va a Ginevra, non va a cercare uno sponsor. In sintesi: va a parlare con lo sponsor che già gli dà 18 milioni all'anno e gli chiede: vuoi passare da sponsor a socio? Sullo sfondo ci sarebbe una convergenza d'interessi sulla rigenerazione di un fetta importante di territorio tra sport, commercio e logistica.
Aponte si compra il Napoli?
No. E va detto chiaro. Le voci che si sono fatte insistenti negli ultimi giorni sono relative alla frase di De Laurentiis sulla volontà di vendere (ammesso prenda in considerazione in futuro questa ipotesi) a un napoletano e non a un americano (Rizzetta). Nei giorni scorsi lo stesso presidente ha affermato che non ha alcuna intenzione di cedere il club a dispetto delle indiscrezioni su offerte da 1.5/2 miliardi arrivate dall'estero.
L'incontro di Ginevra, quindi, non è una trattativa nella quale in ballo ci sono quote del club, né di maggioranza né minoranza. De Laurentiis ha fissato un orizzonte temporale: nell'ipotesi vi sia un passaggio di testimone, potrebbe accadere nel giro di due/cinque anni. Per ora si parla di stadio. MSC non compra il Napoli. Può costruire insieme al Napoli il futuro stadio del Napoli. Ed è per questo che i nomi di Aponte e De Laurentiis sono finiti insieme.