De Laurentiis blinda Allegri: “Non bisogna buttare il bambino con tutta l’acqua sporca”

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La linea del presidente è tracciata: no a rivoluzioni insensate ma bisogna “riconoscere gli errori e modificare quello che è modificabile, tutti insieme”. E servono risposte sul campo.

"Quando si perde non bisogna buttare il bambino con tutta l'acqua sporca". Aurelio De Laurentiis scende in campo a modo suo, due giorni dopo la vittoria per 4-3 in Champions contro il Bodo/Glimt e quasi alla vigilia di Napoli-Roma al Maradona. Il messaggio è chiarissimo: l'allenatore non si tocca ma la fiducia in Massimiliano Allegri non equivale a un'assoluzione. E accompagna la presa di posizione con una richiesta precisa: "Bisogna saper aspettare, riconoscere gli errori e modificare quello che è modificabile, tutti insieme".

Niente processi, niente fughe in avanti, stop al chiacchiericcio su esonero ed eventuali sostituti. Il presidente dà un segnale forte a tutto l'ambiente, a cominciare dalla squadra: dà pieno sostegno a un allenato che ha voluto per una qualità in particolare: "Abbiamo un uomo di grande esperienza alla guida e quindi bisognerà avere soprattutto pazienza". La stessa linea che aveva espresso il direttore sportivo, Manna, prima della sfida di Coppa coi norvegesi: "Allegri non è mai stato in discussione". Attenzione, però, non è un proscioglimento con formula piena. È qui che il massimo dirigente alza l'asticella.

"Nella vita si vince e si perde", ma ora bisogna cambiare

"Nella vita si vince e si perde", dice De Laurentiis nell'intervento a Radio Kiss Kiss. Sembra una frase fatta, è un avvertimento. Un periodo negativo, al netto di tutte le attenuanti possibili, non cancella certo un progetto (Allegri ha un contratto triennale, ndr) ma è il momento di guardare in faccia i problemi. E trovare le giuste soluzioni. Il presidente lo afferma senza giri di parole: parla di riconoscere gli errori e di correggerli. Subito. Dove si può. Invoca pazienza, ma la sua non è un'attesa passiva: si aspetta che ci sia un'inversione di tendenza netta e all'insegna della continuità di rendimento.

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Del resto gli obiettivi sono chiari: piazzarsi tra le prime quattro in campionato, che è fondamentale per i conti del club; andare avanti in Champions almeno fino ai playoff. E quel "tutti insieme" che usa non è casuale. È un'espressione che ha un valore preciso: non scarica tutte le colpe su Allegri, non lo lascia solo e lo protegge, allarga il peso della responsabilità. Tecnico, squadra, società: se qualcosa non funziona, si trova una soluzione comune.

La Roma è il prossimo banco di prova

Sabato al Maradona il Napoli è atteso da un incontro che può dire molto anche in prospettiva futura in campionato. C'è la Roma di Gasperini, una delle squadre più in forma del momento e che ha in Malen un autentico trascinatore. Gli azzurri dovranno dimostrare che il successo europeo è diventato un punto di ripartenza. La linea del presidente è tracciata: niente rivoluzioni che rischiano di essere salti nel buio e aprire scenari già visti (il disastro del post scudetto dopo Spalletti). Adesso servono solo risposte sul campo, a cominciare dalla sfida coi capitolini.

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