Perché l’Inter non è stata punita col 3-0 a tavolino per il petardo esploso a un metro da Audero

L'episodio del petardo esploso vicino al portiere Emil Audero durante Cremonese-Inter ha rischiato di costare caro alla società nerazzurra. Se il primo pensiero è andato ovviamente alle condizioni dell'estremo difensore che, nonostante la paura e lo stordimento ha deciso di proseguire il match, il secondo è andato ai possibili rischi per l'Inter per quanto accaduto. La squadra di Chivu ha rischiato anche di perdere la partita a tavolino? Il regolamento in questi casi parla chiaro, e per come sono andate le cose questa prospettiva è stata inizialmente da escludere.
Perché l'Inter non è stata punita con la sconfitta a tavolino dopo il petardo lanciato nei pressi di Audero
Dopo le cure del caso, tra lo stupore e l'indignazione di tutti i calciatori in campo in primis quelli dell'Inter, Emil Audero con coraggio e fair play ha deciso di proseguire il match. Fortunatamente l'estremo difensore della Cremonese, con un passato anche in nerazzurro, si è reso conto di essere nelle condizioni di continuare a giocare. Proprio questo fattore si è rivelato fondamentale per la valutazione dell'episodio, norme alla mano da parte dell'arbitro. Davide Massa infatti ha dovuto considerare il da farsi dopo il petardo, considerando la gravità dell'accaduto, le condizioni di sicurezza, quelle del portiere e l'ordine pubblico.
Il gesto sconsiderato del teppista che ha perso tre dita
Se Emil Audero non fosse stato in grado di proseguire la sua partita per le conseguenze del petardo allora l'arbitro avrebbe potuto prendere in considerazione concretamente l'ipotesi di sospendere definitivamente il match. La questione sarebbe passata poi nelle mani del giudice sportivo, che avrebbe potuto punire l'Inter con una sconfitta a tavolino. Pagata a caro prezzo in quel caso la grave intemperanza del tifoso che è poi stato identificato: un teppista che ha perso anche tre dita a causa di un altro petardo e sarà arrestato.

Ecco nel dettaglio cosa dice il regolamento su questa tipologia di episodi: "La società, ritenuta responsabile di fatti o situazioni che abbiano influito sul regolare svolgimento di una gara o che ne abbiano impedito la regolare effettuazione, è punita con la perdita della gara stessa con il punteggio di 0-3 o con il punteggio eventualmente conseguito sul campo dalla squadra avversaria, se a questa più favorevole, fatta salva l'applicazione di ulteriori e diverse sanzioni per la violazione dell'art. 4". Il fatto che Audero sia rimasto in campo, senza aver riportato danni gravi ha dunque scongiurato per la società nerazzurra il rischio di una sconfitta a tavolino che sarebbe stata ulteriormente beffarda alla luce dell'andamento del match.
Cosa rischia l'Inter dopo il petardo
Quello a cui sicuramente andrà incontro l'Inter è una sanzione di tipo economico, visto che la società comunque risponde per i "fatti violenti commessi in occasione della gara da uno o più dei propri sostenitori, sia all’interno dell'impianto sportivo, sia nelle aree esterne immediatamente adiacenti". Da 10mila a 50mila euro per le società e possibili e in caso di recidiva o di aggravanti la sanzione può essere anche più severa e portare alla chiusura di settori e alla squalifica del campo