Dopo il furto subito nel giorno dei funerali arriva un'altra brutta notizia riguardo il grande Paolo Rossi. Il curatore fallimentare che si occupa del Vicenza si è accorto che mancavano all'appello dei documenti legati all'inizio della carriera del grande Pablito, incluso il telegramma con cui ricevette la convocazione del Mondiale del 1978, e per questo il curatore stesso ha effettuato una denuncia in procura.

Scomparsi alcuni cimeli di Pablito

Paolo Rossi è morto lo scorso 10 dicembre, la sua è stata una grande perdita per il calcio italiano che ha perso uno dei figli prediletti: Rossi è stato un grande campione, è stato l'eroe del Mundial del 1982, ma anche e soprattutto una persona splendida. Purtroppo, però, non riposa in pace Rossi. Perché dopo il furto subito due mesi fa, secondo quanto raccontato dal Corriere di Vicenza, alcuni documenti importanti che dovevano essere custoditi nell'ufficio della direzione dello stadio Romeo Menti di Vicenza sono scomparsi. Se ne sono accorti il curatore fallimentare del Vicenza Calcio Spa (che fallì un paio d'anni fa) e il commercialista Nerio De Bortoli.

Tra i documenti mancanti ci sarebbero il cartellino che un 14enne Paolo Rossi firmò quando il Vicenza lo prelevò dalla Juventus nel 1976, il contratto venne firmato da Giussy Farina (all'epoca era il presidente del Lanerossi Vicenza) e da Pablito che era stato depositato in FIGC, ma anche quello dei premi partita e degli incentivi legati ai gol realizzati nel primo anno dell'attaccante con i veneti. E manca pure il telegramma con cui Rossi ricevette ufficialmente la convocazione per i Mondiali del 1978, quelli tenuti in Argentina e in cui l'Italia chiuse al 4° posto. Tutti questi documenti nell'inventario non compaiono e queste mancanze hanno spinto il curatore a recarsi in procura e a presentare una regolare denuncia.