Palladino non ha stretto la mano a Kovac dopo Borussia Dortmund-Atalanta: la spiegazione in conferenza stampa

Clima rovente al termine della gara tra Atalanta e Borussia Dortmund: Raffaele Palladino, visibilmente contrariato, ha imboccato il tunnel degli spogliatoi senza fermarsi per il consueto saluto a Nico Kovac. Per la Dea si complica il cammino in Champions League: la sconfitta per 2-0 incassata in terra tedesca nell’andata dei playoff, firmato da Guirassy e Beier, costringerà la squadra orobica ad una rimonta difficile nel ritorno in programma a Bergamo.
Alla fine del match si è acceso un nuovo episodio: Kovac si è avvicinato per la stretta di mano, ma Palladino ha tirato dritto verso gli spogliatoi, irritato — secondo quanto filtra — per le continue proteste dalla panchina avversaria. Il tecnico del Dortmund, sorpreso, ha reagito con un gesto eloquente di stupore. E pensare che solo alla vigilia aveva speso parole di apprezzamento per l’allenatore dell'Atalanta, riconoscendo i progressi della squadra sotto la sua guida.

Ai microfoni di Sky Palladino ha affermato: "Non mi piace protestare, loro protestavano per ogni fallo e per ogni cosa. Io cerco di non farlo mai e lascio gli arbitri decidere, nel bene e nel male, e ho detto solo quello".
Palladino: "Per tutta la partita ho visto la loro panchina lamentarsi per ogni singola decisione"
In conferenza stampa l'allenatore della Dea ha approfondito la situazione: "Partiamo dall'episodio con Kovac: non è successo assolutamente nulla di grave. Gli ho semplicemente fatto notare che, a mio modo di vedere, dovrebbero abbassare i toni e protestare meno con la terna arbitrale. Per tutta la partita ho visto la loro panchina lamentarsi sistematicamente per ogni singola decisione. La mia filosofia è diametralmente opposta: cerco di non protestare mai e di lasciare gli arbitri sereni di lavorare, accettando che possano commettere errori. Era solo un'osservazione sul modo di porsi".
Nico Kovac non si aspettava quella reazione di Palladino e anche lui in conferenza stampa ha espresso il suo punto di vista: "Gli volevo stringere la mano, ma non ho capito cosa sia successo. Aveva detto qualcosa in italiano che non avevo capito. I miei giocatori si sono lamentati con l’arbitro? Nel calcio è normale, siamo entrambi stati calciatori, non siamo stati gli unici a lamentarci. È stata una partita tranquilla".