Osimhen svela cos’è successo col Napoli: “Vai di qua, fai questo, fai quello. Non potevo accettarlo”

Victor Osimhen questa sera incrocia Luciano Spalletti. A Napoli è stato il bomber dello scudetto conquistato in panchina proprio con l'attuale tecnico della Juventus che affronta nei playoff di Champions. Dal Napoli è andato via lasciando dietro di sé una scia di malcontento (anche) per quel pasticcio brutto del video condiviso su TikTok dal club partenopeo e a causa del quale il calciatore si sentì profondamente offeso per le allusioni che conteneva. "Sono stato vittima di insulti razzisti e allora ho fatto la mia scelta: andare via", le parole dell'attaccante nigeriano che ha identificato in quell'episodio il punto di non ritorno. Ma dietro la decisione di sfilare la maglia dei partenopei c'era anche dell'altro: la gestione societaria di quell'azione e quel momento ("nessuno si è mai scusato veramente"); il rapporto con il presidente, Aurelio De Laurentiis, che gli aveva fatto una promessa e poi non l'ha mantenuta ("mi trattavano come un cane dicendomi: va di qua… va di là"); le false voci sulla coesistenza difficile con Spalletti e nello spogliatoio; la determinazione dell'ex direttore sportivo, Cristiano Giuntoli, che lo voleva in bianconero; il tentativo da parte di Antonio Conte, una volta arrivato a Napoli, di trattenerlo (vanamente).
Il tradimento del Napoli e il caso TikTok, Osimhen se la lega al dito
Dopo la stagione dello scudetto il Napoli aveva anche rinnovato il contratto a Osimhen, garantendogli (sia pure per un breve periodo) uno stipendio fuori mercato per gli standard del club e della Serie A ma lo strappo che s'è consumato s'è rivelato insanabile. Il Galatasaray ha dato fondo a tutte le risorse per averlo e assicurargli un ingaggio top (15 milioni a stagione) e l'ex Lille non ci ha pensato due volte: lui è andato in Turchia, al club e al massimo dirigente è rimasta da gestire la grana del processo per falso in bilancio dopo l'inchiesta sulla plusvalenza e altri aspetti contabili dell'operazione con i francesi nella trattativa d'acquisto.

È finito tutto (anche) per una questione di rispetto. Per l'attaccante la clip social sul profilo ufficiale del Napoli su TikTok non è stata una semplice gaffe social. "Chiunque può sbagliare un rigore – ha spiegato nell'intervista alla Gazzetta dello Sport -, ma il Napoli ha preso in giro solo me, con allusioni di un certo tipo. Sono stato vittima di insulti razzisti e ho preso la mia decisione: volevo andare via. Dopo quel famoso video, Edoardo De Laurentiis (figlio e vice-presidente ndr) mi ha chiamato più volte. Nessuno, però, si è mai scusato pubblicamente per quello che è successo… Ho cancellato le foto con la maglia del Napoli dal mio Instagram e ne hanno approfittato per mettermi contro i tifosi. E pensare che mia figlia, per me, è più napoletana che nigeriana".
Osimhen s'è sentito tradito anche per un altro motivo: il mancato rispetto di un "gentlemen agreement" che avrebbe dovuto garantirgli la cessione in estate. Invece di una transizione serena, Victor descrive un clima di coercizione: "Vai di qua, vai di là, fai questo, fai quello… Mi trattavano come un cane. Ho faticato tanto per fare carriera, non potevo accettare quel tipo di comportamento".
Il rapporto con gli allenatori: Spalletti e Conte
Se verso la società i toni sono gelidi, per Luciano Spalletti le parole sono di profonda stima. Osimhen smentisce le voci di attriti, descrivendo un tecnico che ha vissuto al centro sportivo per portare il gruppo alla vittoria: "Pretendeva tanto, ma ti dava tantissimo. Certi allenatori ti fanno crescere prima come uomo e poi come calciatore". Diverso il discorso per Antonio Conte. Nonostante le voci di un tecnico che non lo vedesse al centro del progetto, Osimhen rivela che il tecnico salentino fece di tutto per trattenerlo: "Mi ha chiamato nel suo ufficio dicendomi che voleva che rimanessi. Gli spiegai che avrei voluto lavorare con lui, ma ormai non ero più felice lì".

Il retroscena Juve e l'amore per Napoli
Tra le rivelazioni di Osimhen, spunta il nome di Cristiano Giuntoli. L'ex direttore sportivo azzurro (andato via dopo la conquista dello scudetto) avrebbe tentato il colpo grosso portandolo alla Juventus: "Quando ti chiama la Juve devi sederti e ascoltare", ammette Victor, pur sapendo che De Laurentiis non avrebbe mai dato il via libera. Infine, un pensiero ai tifosi, con i quali il rapporto è rimasto viscerale nonostante i malintesi: "Si vociferava che io arrivassi al campo in ritardo, che litigassi con i compagni… Sono tutte bugie. Mi spiace per i tifosi, però li capisco e li ammiro: supportano il club sempre e comunque".