Subito dopo il rigore di Milik è scoppiata la festa del Napoli. La squadra azzurra ha vinto la sesta Coppa Italia della sua storia battendo la Juventus ai calci di rigore e i tifosi si sono subito riversati in strada per festeggiare un trofeo che mancava dal 2014. I cori dei supporter hanno invaso tutta la città e sono andati avanti per buona parte della nottata. ma in tanti si sono recati anche alla stazione dell'Alta Velocità di Afragola, dove i calciatori e lo staff del club sono stati accolti con grande affetto per questo trofeo che sembrava poco pronosticabile se solo pensiamo a cosa fosse il Napoli pochi mesi fa. L'artefice di questo traguardo è, senza ombra di dubbio, Gennaro Ivan Gattuso, che ha preso in mano un gruppo che aveva perso le sue certezze e lo ha aiutato a ricompattarsi fino alla notte di Roma. Proprio il tecnico calabrese è stato uno dei più osannati dai tifosi e dopo aver ascoltato alcuni cori ha fermato i suoi tifosi e gli ha chiesto se potevano intonare il famoso coro "Un giorno all'improvviso". Si tratta di un leitmotiv che era diventato il simbolo della tifoseria napoletana nel corso dell'era di Maurizio Sarri ma da quel momento i supporter azzurri non hanno mai smesso di cantarlo e lo hanno intonato anche ieri sera dopo la vittoria contro l'ex.

Proprio come ha fatto con i suoi ragazzi da quando è arrivato alle pendici del Vesuvio, Gattuso è diventato il vero direttore d'orchestra della società di Aurelio De Laurentiis e la leadership che ha sempre portato in campo sembra averla messa al primo posto anche nel suo lavoro in panchina. Il grande lavoro dell'ex tecnico del Milan è sotto gli occhi di tutti e ora Napoli è innamorata del suo nuovo condottiero, che in pochi mesi ha ridato ad un gruppo spento un nuovo senso di appartenenza e le parole del discorso post vittoria dicono tutto: "Carattere, senso di apparenza, c’è gente in scadenza prima di andar via, c’è gente che piange. Adesso giochiamo ogni tre giorni, giochiamo tutti". Un leader vero, in campo e fuori.