Non c'è un clima sereno intorno al calcio italiano. Come se non bastasse il panico che si è diffuso tra la popolazione del nostro paese per l'emergenza Coronavirus, nelle scorse ore si è riacceso il dibattito calcistico in maniera molto aspra sul rinvio di cinque gare della 26a giornata di Serie A. Mentre ieri si sono giocate le gare di Roma e Napoli a porte aperte e con il pubblico al seguito, nelle regioni più colpite dal virus si è deciso di non dare il via ai match dopo che qualche giorno fa si era scelto di giocarle a porte chiuse.

Proprio in vista delle sfide dei prossimi giorni il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, sta cercando di mandare segnali chiari e precisi in vista della gara di mercoledì sera al San Paolo contro l'Inter valida per il ritorno della semifinale di Coppa Italia. Il numero uno azzurro ha già avvertito Lega, FIGC e CONI che non vuole stravolgimenti nel calendario per la sua squadra, soprattutto se legati ad una partita così importante come quella contro la squadra di Conte. DeLa era contrario al rinvio delle 5 partite che dovevano giocarsi a porte chiuse e si batterà affinché la partita in programma il 5 marzo venga giocata come da programma: l'unico caso in cui valuterà lo spostamento è se la Prefettura o la Presidenza del Consiglio dei Ministri dovessero decidere che anche a Napoli debbano essere applicate misure sanitarie d'emergenza.

Juventus-Milan si gioca a porta aperte per i tifosi locali

Il presidente del Napoli, nel caso in cui subentrassero problemi, giocherebbe la carta che fa riferimento all'altra semifinale, Juventus-Milan, che dovrebbe (ormai il condizionale è d'obbligo) giocarsi a porte aperte ma non sarà possibile l'accesso allo stadio ai tifosi lombardi. In questo caso i supporter dell'Inter non potrebbero seguire la loro squadra nella trasferta del San Paolo. La situazione è in evoluzione, come non potrebbe essere altrimenti in queste situazioni.