Sono tre gli episodi da moviola di Napoli-Atalanta che forniscono la misura degli errori commessi dall'arbitro Giacomelli di Trieste e dell'interpretazione dello strumento Var. E non perché il direttore di gara avrebbe dovuto concedere per forza il calcio di rigore a Llorente ma perché ha mostrato di non avere abbastanza polso della situazione per prendere una decisione chiara. Riteneva che l'attaccante basco avesse commesso fallo sul difensore nerazzurro? E allora perché non ha fischiato il fallo e fermato il gioco? Perché, considerata la delicatezza del momento e la dinamica dell'accaduto, non è andato a sincerarsi di persona alla on-field-review? Ha deciso lui (e in tal caso dalla cabina di regia non potevano ravvisare il ‘chiaro errore tecnico') facendo valere il potere discrezionale salvaguardato dal protocollo oppure il Var stesso, come detto da Ancelotti nel dopo gara? Cosa si sono detti in quel lungo finale?

Quale sia stato il colloquio con Banti (l'arbitro designato al Var) non è dato saperlo e sarebbe interessante conoscere i termini del dialogo e quale sia stato il metro di valutazione. Un po' come accade nella Formula Uno, quando il conciliabolo tra pilota e team radio viene divulgato addirittura a gara in corso.

I tre episodi da moviola di Napoli-Atalanta

Il caso più eclatante è il contatto tra Kjaer e Fernando Llorente ma all'appello ci sono anche la ‘scarpata' di Pasalic a Callejon (colpito alla nuca) che avrebbe meritato una valutazione migliore, in virtù della posizione dell'esterno d'attacco spagnolo, e un tocco di braccio di un difensore dell'Atalanta che, di fatto, stoppa la traiettoria della sfera e impedisce al basco d'intervenire a pochi passi da gollini.

Il contatto tra Kjaer e Llorente è l'episodio più caldo

La dinamica dell'azione è tale che il difensore dell'Atalanta, Kjaer, dà l'impressione di disinteressarsi del pallone e puntare direttamente contro l'avversario. Llorente attende l'arrivo della palla, ha lo sguardo rivolto verso l'alto e allarga le braccia per guadagnare la posizione in area. Quel gomito alto (è la principale obiezione mossa contro il calciatore del Napoli) non impedisce al danese di ‘cinturare' il basco a mo' di placcaggio. Era rigore? Per Giacomelli non lo è. E allora perché non ha fischiato il fallo in favore dell'Atalanta? E cosa gli ha suggerito il Var?

La scarpata di Pasalic a Callejon

Al 22° minuto del secondo tempo, quando la gara era ancora sull'1-1, Pasalic entra in maniera scomposta su Callejon. Prende il giallo ma quell'intervento è da arancione, quasi rosso: il centrocampista sbaglia il tempo dell'intervento e soprattutto entra palesemente in gioco pericoloso sullo spagnolo (gli dà una tacchettata dietro la testa). Il fallo avviene dentro o fuori l'area di rigore? Giacomelli fa un rapido check e assegna solo la punizione limitandosi all'ammonizione dell'atalantino. Anche in questo caso ha esercitato la piena discrezionalità nella decisione oppure s'è fidato del Var? Perché non è andato a rivedere l'azione?

Toloi tocca di braccio ma il movimento è ‘congruo'

In pieno recupero Toloi tocca con il braccio sul cross da destra di Di Lorenzo. Alle spalle del difensore brasiliano c'è Llorente, a pochi passi da Gollini. La traiettoria della palla viene smorzata dall'intervento dell'avversario ma in questo caso non c’è irregolarità perché il braccio del difensore sudamericano era attaccato al corpo e il movimento giudicato congruo.