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Mudryk accetta la macchina della verità per dimostrare la sua innocenza dopo la squalifica per doping

Mudryk continua a proclamarsi innocente dopo la positività al doping e si sottopone persino alla macchina della verità. Il calciatore ucraino attende l’esito del campione B mentre tenta di salvare la propria carriera allenandosi a parte.
A cura di Vito Lamorte
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Mykhailo Mudryk ha accettato la macchina della verità per dimostrare la sua innocenza dopo la squalifica per doping. Il calciatore ucraino è approdato al Chelsea nel gennaio 2023, dopo un trasferimento record dallo Shakhtar Donetsk che sfiorò i 90 milioni di sterline. Un investimento enorme, accompagnato da aspettative altissime: in molti lo consideravano uno dei talenti destinati a dominare il calcio europeo del prossimo decennio.

Eppure, l’avventura londinese dell’esterno ucraino non ha ancora mantenuto le promesse. In due stagioni e mezzo, Mudryk ha messo insieme appena 12 gol e 11 assist in 73 partite, numeri molto lontani dal profilo della stella annunciata.

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Ma ciò che ha realmente stravolto la sua carriera è accaduto lo scorso anno, quando è emersa la notizia della sua positività a un controllo antidoping. Il nome della sostanza incriminata sarebbe il meldonium, farmaco già costato squalifiche ad altri atleti in passato. Da quel momento, per Mudryk il tempo si è praticamente fermato: non è più sceso in campo nemmeno una volta. La sua ultima presenza ufficiale con il Chelsea risale al 28 novembre 2024, un’assenza forzata che dura ormai da un intero anno.

Mudryk sotto inchiesta per doping: accetta la macchina della verità

Il rischio è pesantissimo: in caso di conferma della violazione, l’esterno dei Blues potrebbe rimanere fuori fino a quattro anni. Mudryk, però, continua a proclamarsi totalmente estraneo a ogni forma di doping e ha sempre ribadito di non aver mai assunto consapevolmente sostanze vietate. Per rafforzare la propria difesa, il calciatore ha accettato persino di sottoporsi a un test con la macchina della verità, superandolo secondo quanto riferito dal suo entourage.

A confermarlo è Sergie Palin, CEO dello Shakhtar Donetsk, che ha mantenuto un rapporto diretto con l’ex gioiello del club: “Parlo con Mudryk da quando è esploso il caso. È sconvolto, non riesce a capire come sia potuto accadere. I suoi avvocati hanno organizzato un test al poligrafo e lo ha passato. Useranno quel risultato come parte delle prove per dimostrare che non c’è stata alcuna intenzionalità”, ha spiegato.

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La vicenda resta però ancora lontana dalla conclusione. Si attende l’esito del campione B, che potrebbe confermare oppure ribaltare l’intero quadro. “Ora bisogna scoprire cosa sia successo davvero e chi possa essere responsabile. Non ci sono certezze, nessuno sa ancora nulla”, ha aggiunto Palin, augurando al giocatore di uscire presto da questa situazione kafkiana.

Nel frattempo, Mudryk non è rimasto fermo: continua ad allenarsi con un preparatore personale per farsi trovare pronto qualora venisse riabilitato. Il suo futuro è un’enorme incognita, ma l’ucraino non sembra avere intenzione di arrendersi proprio ora, nel momento più difficile della sua giovane carriera.

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