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24 Maggio 2022
18:33

Mourinho indica la strada alla Roma: “In finale devi fare tutto per scrivere la storia”

José Mourinho è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della finale di Conference League tra Roma e Feyenoord.
A cura di Vito Lamorte
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La finale è arrivata. La Roma affronterà il Feyenoord nell'ultimo atto della UEFA Conference League per vincere il suo primo trofeo europeo riconosciuto dopo la Coppa delle Fiere (1960-1961) e la Coppa Anglo-Italiana (1972). I giallorossi attendevano da tempo questa occasione e a Tirana e alla vigilia della gara José Mourinho è intervenuto in conferenza stampa parlando così dell'ultimo match dell'anno: "Siamo arrivati alla fine del percorso di questa stagione, con due finali da giocare nello spazio di 4 giorni. La prima finale ci dava quel che noi meritavamo, che noi avevamo come target ossia qualificarci all'Europa League e quindi migliorare la classifica precedente. Abbiamo vinto quella finale lì. Per me era una finale dove non si poteva scrivere la storia, ma semplicemente finire il lavoro di una stagione e raggiungere l'obiettivo. Ma senza scrivere la storia, appunto. Questa finale è storia, una storia che si è già scritto per arrivare qui a giocare una finale europea dopo tanti anni, Ma quando arrivi in finale devi fare tutto il possibile per scrivere davvero la storia, ossia vincendo".

Lo Special One nelle ultime settimane ha provato a contenere l'euforia e ha analizzato il momento della squadra dal punto di vista mentale: "Prima di Torino, che era una partita difficile, dove era importante sapere che giocare una finale ha un livello di tensione alta e devi avere doppia attenzione. Abbiamo vinto e abbiamo potuto concentrarci tranquillamente alla finale. Io e il mio staff siamo rimasti a Trigoria, senza uscire, da venerdì. Non ho chiesto lo stesso ai giocatori, ma vedo la squadra che sta bene, che ha la tensione giusta e la gioia. Mkhitaryan si è allenato per la prima volta oggi con la squadra, una sessione molto piccola e senza significato in funzione della finale, perché era una sessione aperta per voi (giornalisti). Ma per lui era importante per avere delle sensazioni. Mi fido di lui, di come interpreta i segnali del corpo. Alla fine dell'allenamento mi ha detto che sta bene ed è pronto a giocare".

In merito al murales che gli hanno dedicato a Tirana e alla leadership più forte di quella dei suoi calciatori ha affermato: "La gente sbaglia le analisi e dico che qui si tifa Roma perché c'è un giocatore albanese. Ho giocato una finale Manchester United-Real Madrid in Macedonia del Nord e fu un'esperienza bellissima. Tirana è lo stesso. Loro lo meritano, per la loro crescita come Paese. Lo stadio è molto, molto bello. Peccato per la capacità che non fa la gioia dei tifosi ma sono contento di venire a giocare qua. Quando arrivi all'ultima partita della stagione il lavoro è fatto, per me non c'è niente da fare in questi ultimi giorni. La leadership non è una cosa che si può mettere sul tavolo. Domani è il giorno dei giocatori, noi allenatori siamo fuori, ci limitiamo ad aiutare. Domani è l'ultima partita e fortunatamente è una finale".

In merito alla scaramanzia che vive la Roma in certi eventi il tecnico portoghese ha risposto così: "Sono una delle poche persone nel calcio che non è scaramantica. Se la Roma ha perso finali all'Olimpico davanti a tanti tifosi non è colpa loro. Mi hanno chiesto: con che maglia vuoi giocare? Quella di questa stagione o della prossima? Ho risposto che non mi importa. Non sono scaramantico".

Infine, a chi gli chiede la stagione è considerare positiva nonostante il sesto posto Mourinho risponde in maniera netta: "Per me sì".

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