La Roma scarica Mattia Almaviva, il ragazzino a cui Totti consegnò la fascia: nel post d’addio Francesco non c’è

Mattia Almaviva, romano, romanista, nelle giovanili giallorosse fin da piccolo, scudettato con l'Under 16, capitano dell'Under 18, e infine punto fermo della formazione Primavera nella stagione appena conclusa (26 presenze, 3 gol e 7 assist, con qualche infortunio che ne ha frenato la continuità), da qualche ora non è più un calciatore della Roma, che lo ha scaricato o liberato che dir si voglia. Ovvero in altre parole non gli ha rinnovato il contratto scaduto il 30 giugno.
Il passaggio di fascia da Totti ad Almaviva il giorno dell'addio al calcio di Francesco
Almaviva sembrava non solo un predestinato, ma di più: un predestinato a fare la storia della Roma sulle orme della leggenda giallorossa per antonomasia, Francesco Totti. Il passaggio di consegne tra i due aveva assunto qualche anno fa una dimensione anche tangibile, non solo ideale. Era il 28 maggio 2017 quando Francesco Totti salutò il pubblico dell'Olimpico dando l'addio al calcio tra le lacrime, sue e di tutti, e in quell'occasione mise la sua fascia di capitano al braccio dell'allora 11enne Mattia, di cui si diceva un gran bene.
Fu una sorta di investitura da un numero 10 all'altro, visto che il ruolo è il medesimo dello storico capitano. "Mi sono sentito di dare la fascia a Mattia Almaviva perché è veramente forte – spiegò Totti – Tutti ne parlano bene e posso assicurarvi che è così. Con la palla tra i piedi fa quello che vuole, io alla sua età non ero così bravo. Ho voluto fare quel gesto perché voglio che un domani la tradizione continui, mi ha detto che il suo sogno è restare alla Roma per sempre".
Perché la Roma ha svincolato Almaviva dopo una vita intera con la maglia giallorossa
E invece Almaviva e la Roma si separano, complice il fatto che il prossimo anno non avrebbe potuto più giocare con la Primavera giallorossa (il regolamento per la stagione 2026/27 prevede che possano scendere in campo i calciatori nati dall'1 gennaio 2007 in poi), né la Roma ha una formazione Under 23 che gioca in Serie C o D, come quelle di Juve, Atalanta e Milan. E ancora, evidentemente Mattia non è stato ritenuto meritevole di giocare in Serie A con la maglia giallorossa o comunque di essere contrattualizzato di nuovo e valutato, e poi eventualmente girato in prestito altrove.
Insomma, da adesso Mattia è svincolato, disoccupato. Chi cura i suoi interessi sicuramente è già al lavoro per trovargli una sistemazione nelle categorie inferiori, per garantirgli comunque una carriera dignitosa che appare nelle sue corde. Peraltro non è più Totti ad assisterlo: Francesco lo prese nella sua agenzia (la CT10 Management) nell'estate del 2020, ma dopo circa un anno il ragazzo cambiò procuratore.
Il post di addio di Almaviva alla Roma: c'è De Rossi, non c'è Totti
Da allora, i rapporti tra i due sembrano limitati solo al ricordo storico di quel passaggio di fascia, almeno per quello che si può vedere sui social. E anche nel toccante post con cui Almaviva ha salutato la Roma, non c'è traccia di Totti, mentre nel carosello di foto postate da Mattia c'è un bello scatto assieme a Daniele De Rossi, che nel maggio del 2024 – quando sedeva sulla panchina della Roma – lo convocò per l'amichevole di fine stagione che la squadra giallorossa avrebbe dovuto giocare contro il Milan a Perth, in Australia.

"È difficile trovare le parole giuste per descrivere cosa significhi per me salutare questa maglia – scrive Mattia a corredo di tante belle foto che lo ritraggono con la maglia della Roma fin da ‘Pulcino' per arrivare ai gol e trofei degli ultimi anni – Sto lasciando la squadra della mia città, quella in cui sono nato, cresciuto e che ho sempre tifato. La squadra che ho sognato fin da bambino, quando andavo allo stadio con gli occhi pieni di speranza e il cuore pieno d'amore. Sono entrato qui da bambino, con gli occhi pieni di sogni e un pallone tra i piedi… E ne esco oggi con qualcosa in più: sono cresciuto, non solo come calciatore, ma soprattutto come persona".
"Questa società mi ha visto sbagliare, imparare, lottare, cadere e rialzarmi. Mi ha formato, mi ha cresciuto, mi ha insegnato valori che porterò dentro per tutta la vita. Ringrazio ogni compagno, ogni allenatore, ogni persona che ha fatto parte di questo percorso. Ma soprattutto grazie a questa maglia, a questo stemma, a questa casa. Sempre forza ROMA", conclude Almaviva. La vita continua: Mattia ha solo 20 anni, la patria è dove si sta bene.