Alla fine è arrivato il pareggio di Pulgar, su rigore, che ha rovinato la festa rossonera impacchettata da Ibrahimovic e Rebic. Lo svedese, protagonista nel primo tempo per un gran gol poi annullato dal VAR, ha portato all'espulsione di Dalbert nella ripresa. Il croato è stato invece l'autore del gol del momentaneo vantaggio milanista, poi sfumato nel finale di match. Per Stefano Pioli, un piccolo passo verso la completa guarigione ma i tre punti sfumati all'ultimo hanno lasciato più di un semplice amaro in bocca. Il Milan resta sulla porta che porta all'Europa, il punto comunque, serve a smuovere la classifica.

Il VAR che non aiuta l'arbitro

Oltre ai giocatori in campo, grande protagonista di serata è stato anche il VAR che in occasione della rete da annullare a Ibrahimovic sembra aver compiuto la scelta giusta, un po' meno in occasione del rigore per contatto di Romagnoli sull'ex di turno, Cutrone. Ed è proprio da qui che parte l'analisi del match da parte di Stefano Pioli, soddisfatto a metà: "Il rigore? Non c'era e da alcune partite a questa parte capitano un po' troppi episodi strani… In questo preciso caso Romagnoli tocca la palla, speravo e pensavo che il VAR intervenisse a correggere un errore arbitrale che ci può anche stare".

La rabbia per gli equilibri persi

Amarezza e un senso di inutilità davanti a episodi che non si possono governare, ma Pioli è anche critico nei confronti dei propri giocatori: "Queste sono situazioni che non puoi controllare, ma poi ci sono anche precise responsabilità nostre se non abbiamo preso i tre punti in palio. Nel finale è mancato equilibrio e compattezza, siamo calati soprattutto mentalmente, spiace. Il motivo? Ci siamo sentiti troppo sicuri e abbiamo subito contropiedi in superiorità numerica, assurdo".

L'applauso di Firenze

Poi, un pensiero al ritorno a Firenze, patria putativa di Stefano Pioli: "Mi ha fatto piacere ricevere una saluto così caloroso dai miei ex tifosi, non me lo aspettavo. Io sono sempre sereno, penso a lavorare non al futuro: insieme ai giocatori siamo concentrati sul presente, partita dopo partita".