La fiducia c'era già prima delle dichiarazioni odierne di Paolo Maldini e non è questo il problema del Milan. Il problema è che la firma non c'è sulla proposta che il Milan ha presentato a Ibrahimovic. Ed è qui che il club rossonero deve insistere, perché il resto – tutto il resto – la società l'ha già fatto e, non ultimo, la conferma in panchina di Stefano Pioli è stato un biglietto da visita con cui lo svedese avrebbe dovuto presentarsi già giorni fa. Invece, il silenzio. Tipico delle trattative con Mino Raiola, una vecchia volpe che il Milan conosce bene, nei pregi e nei difetti e che sa perfettamente che non perderà nemmeno in questa occasione il vizio, pur mutando di pelo.

La trattativa per Ibra è complicata per lo stesso Ibrahimovic. Paolo Maldini, da direttore tecnico svolge perfettamente il proprio ruolo: "Siamo ottimisti, il rinnovo? Ci siamo". Manca però l'altro capo del filo, al quale Raiola (e Ibrahimovic) non sembrano tenere in mano, al momento. Intanto, la stagione è già alle porte, il lavoro prosegue e a Milanello si progetta ciò che dovrà essere con o senza Zlatan.

E' tempo di progettazione, con i giocatori che stanno tirando il fiato in questi ultimi giorni di vacanza, tra tamponi e controlli sierologici tutti – soprattutto i tifosi – attendono segnali di fumo dal loro vate svedese, che nell'ultima parte di campionato ha spinto – insieme al gruppo – verso una marcia dal ritmo da Champions League. Il problema, sembra, essere solo uno: date le garanzie tecniche con il rinnovo di Pioli in panchina, mancano quelle economiche. Il primo accordo di gennaio parlava di un accordo da sei mesi con un prolungamento per altri 12 ma l'Europa dalla porta porta principale non è arrivata e l'Europa League non soddisfa certo il palato ben abituato della punta svedese. La sensazione è che l'accordo si troverà, forse accettando le richieste di Raiola & co. In questo caso, l'ottimismo di Maldini, sarebbe ben riposto.