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Maurizio Sarri amaro dopo lo 0-0 contro il Cagliari: “È una decisione anticostituzionale”

Il duro sfogo di Maurizio Sarri dopo Cagliari-Lazio 0-0: ‘Il divieto di trasferta per i nostri tifosi è anticostituzionale’. Poi l’allarme per l’infortunio di Rovella.
A cura di Marco Beltrami
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Maurizio Sarri non può essere soddisfatto del pareggio a reti bianche in casa del Cagliari. Avrebbe voluto che la sua Lazio interpretasse meglio il match soprattutto dal punto di vista delle scelte, che hanno consentito agli avversari di difendersi nel migliore dei modi. La stagione prosegue dunque non senza difficoltà alla luce dell'infortunio di Rovella ("frattura della clavicola") e con l'assenza dei tifosi che si fa sentire.

Sarri definisce il divieto della trasferta ai tifosi della Lazio anti-costituzionale

Se in casa tutto è legato alla contestazione dei biancocelesti, in trasferta vige il divieto dopo i famigerati scontri in autostrada. Sarri usa anche una parola forte per definire questa situazione, che non riesce a spiegarsi: "Sempre senza i nostri tifosi, in casa per scelta dei tifosi, fuori casa per una scelta che io ritengo assolutamente assurda, e uso una parola forte, tra virgolette, ‘anticostituzionale'".

Perché l'allenatore della Lazio non accetta questo provvedimento

Non si dà pace Maurizio Sarri che spiega le sue ragioni: "Perché in quelle storie era coinvolto il 50%: vietare la trasferta a un’intera tifoseria significa che ci sono quegli altri 3-4 mila che solitamente venivano a vedere certe trasferte e che non hanno fatto niente, ma non possono venire. È come se io fossi sull’autostrada mentre uno la prende contromano e tolgono la patente anche a me. È la stessa cosa". Un concetto molto chiaro dal suo punto di vista.

Tornando sulle difficoltà complessive della squadra, Sarri è molto amareggiato: "La nostra prima parte di stagione ha avuto un rincorrersi di difficoltà. Noi oggi siamo in una giornata senza sei giocatori, stasera purtroppo abbiamo perso Rovella e sembra abbia una frattura della clavicola, quindi siamo a sette. Non è un momento d’emergenza: per noi la normalità purtroppo è statatutto l’anno così. Devi far rientrare giocatori che hanno fatto due allenamenti con la squadra. È difficile. Difficile per questo, e poi noi abbiamo anche tante altre difficoltà".

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