Uno dei migliori giocatori dell'attuale Manchester City di Pep Guardiola, Raheem Sterling si è raccontato in esclusiva per il periodico spagnolo ‘As', alla vigilia della partita di Champions League in programma mercoledì sera contro il Real Madrid, di scena al Bernabeu, valida per l'andata degli ottavi di finale. Un'intervista a 360 gradi per la stellina dei Citizens che in questa stagione ha già segnato 20 gol in tutte le competizioni per un totale di 35 presenze.

Sterling ha toccato vari argomenti anche personali, tra cui le motivazioni profonde che lo hanno reso un campione da oggi stimato da tutti, in un crescendo di prestazioni che lo ha reso uno dei giocatori di riferimento del gioco di Guardiola con conseguente aumento del proprio valore di mercato, oggi stimato attorno ai 160 milioni di euro.

La perdita del padre, la motivazione di ogni giorno

Ad ‘As', Sterling ammette le difficoltà di una fanciullezza condizionata dalla prematura perdita del padre e dei sacrifici che la mamma e tutta la famiglia hanno dovuto affrontare: "La scomparsa di mio papà ha condizionato la vita mia, di mia sorella e di mia mamma. Ed è una delle motivazioni più profonde che mi spinge a dare sempre il meglio di me ogni giorno".

L'infanzia felice, l'insegnamento della mamma

Con mia sorella pulivamo i gabinetti degli hotel per aiutare mamma. Non c'era niente di male o di sbagliato, ci davamo una mano, tutti

Momenti difficili che hanno portato il giovane Sterling anche a frequentare ambienti non sani per un ragazzino, ma dai quali è stato salvato dal mondo del calcio: "Il pallone mi ha aiutato a tenermi fuori dai guai, sempre. Così come mia mamma: mi ha insegnato a lottare per ottenere ciò che desidero e ho compreso da subito quanto sia stata dura per lei crescere me e mia sorella da sola".

Lo sfogo sul ‘razzismo'

Infine, un pensiero al razzismo, una piaga che vive nel calcio e già in passato ha avuto proprio Sterling come bersaglio durante le partite di Premier League: "Mi sembra che oramai sia un argomento di cui si parla senza prenderlo sufficientemente sul serio. Nessuno si scandalizza più: se fosse un altro argomento, come la sessualità, tutti sarebbero più interessati a trattarlo".