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Mancini ora rischia l’esonero in Arabia Saudita: “Gesto da vigliacco, non merita questa nazionale”

L’eliminazione dell’Arabia Saudita dalla Coppa d’Asia ai rigori e l’atteggiamento a fine match hanno alimentato le critiche nei confronti del ct italiano. Ma il presidente della federazione saudita prende tempo.
A cura di Maurizio De Santis
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Roberto Mancini sotto attacco, l'ex calciatore Al-Qahtani è il capofila della fronda contro il ct italiano.
Roberto Mancini sotto attacco, l'ex calciatore Al-Qahtani è il capofila della fronda contro il ct italiano.

Roberto Mancini sotto il tiro del fuoco amico dopo l'eliminazione dal dischetto in Coppa d'Asia. Il ct si è scusato per aver abbandonato il campo prima che finisse la sequenza dei rigori contro la Corea del Sud, ma in Arabia Saudita la delusione per un'eliminazione cocente e la rabbia nei confronti del selezionatore per l'atteggiamento "inaccettabile" vanno di pari passo, si auto-alimentano, erodono consensi e quell'aura di entusiasmo che s'era venuta a creare col suo arrivo.

Un video lo ha scagionato ma non basta, adesso gli viene contestato tutto: dal gioco definito troppo difensivista e opportunistico (lo accusano di aver pensato solo a gestire il match con la Corea incassando la rete del pari beffa in pieno recupero) fino a decisioni di rottura (la scelta di tagliare fuori dalla nazionale la pattuglia di ribelli che, a suo dire, avevano pretese intollerabili per un ct).

L'ex ct azzurro nella bufera all'indomani dell'esclusione ai rigori dalla Coppa d'Asia.
L'ex ct azzurro nella bufera all'indomani dell'esclusione ai rigori dalla Coppa d'Asia.

Nel battage mediatico c'è anche la possibilità che venga sollevato dall'incarico prima della scadenza naturale del ricco contratto (2027) per effetto del quale la federazione gli versa 20 milioni netti che coi bonus possono arrivare anche a 25/30. Almeno per ora la sua posizione, pur non essendo salda, non è in discussione ma le obiezioni nei suoi confronti sono durissime.

"È troppo presto per parlarne – ha ammesso Yasser Al-Mashal, numero uno del calcio saudita -. Sotto il profilo tecnico e del lavoro svolto c'è soddisfazione, ma ci prenderemo un po' di tempo per valutare quanto accaduto… non mi piacere prendere decisioni affrettate". E che potrebbero costare care alla luce delle condizioni contrattuali: così come vige l'obbligo da parte dell'allenatore e dello staff di vivere almeno 183 giorni all'anno nel Paese arabo (pena il dimezzamento dell'ingaggio), allo stesso modo in caso di esonero la Federazione dovrà pagare una penale salatissima.

L'ex attaccante saudita, Yasser Al-Qahtani, è stato il capofila delle critiche rivolte Mancini. L'aver voltato le spalle alla squadra nel momento più difficile è cosa che non gli perdonano. Lo ritengono gravissimo, più ancora di una sconfitta maturata ai rigori.

"Non ho mai visto qualcuno comportarsi da vigliacco come lui. Non merita di guidare la nazionale. Ha dimostrato di essere una persona irrispettoso. Avrebbe dovuto proteggere il gruppo di calciatori e compattarlo, invece lo ha abbandonato oltre a sollevare subbi sull'attaccamento alla maglia della nazionale".

Mancini si è scusato, spiegando che s'è trattato solo di un malinteso: "Credevo che i rigori fossero finiti". Ma la sua versione dei fatti non è bastata a placare i media né è apparsa abbastanza convincente. Al-Qahtani lo ha incalzato: "Il messaggio che ha lanciato è che la colpa dell'eliminazione fosse dei calciatori, invece è solo sua. È stato bello il gesto di Klinsmann verso i nostri giocatori… li ha consolati, ed è quello che avrebbe dovuto fare Mancini".

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