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Mancini e il ritorno in Nazionale: “Vediamo che succede. Ripeterei quella frase su Pafundi e i giovani”

Roberto Mancini torna su una panchina in Italia, quella della Nazionale Politici alla Partita del Cuore. L’attenzione, però, è tutta sul suopossibile ritorno sulla panchina azzurra. In questa intervista a Fanpage si smarca, ma offre una sua prospettiva sull’attuale situazione del calcio italiano.
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Roberto Mancini si avvicina al ritorno in Nazionale? Il tecnico, che ha guidato l'Italia fino al 2023, è tra i principali candidati per sedere di nuovo sulla panchina azzurra, ma al momento dribbla ogni domanda specifica sul tema. L'allenatore era presenta alla conferenza stampa di lancio della Partita del Cuore, che si terrà il prossimo 13 luglio e che vedrà sfidarsi la Nazionale italiana Cantanti e la Nazionale della Politica allo stadio Gran Sasso d'Italia Italo Acconcia per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto in Venezuela, in onda su Rai1 con la conduzione di Eleonora Daniele.

Mancini allenerà la nazionale della politica, è di fatto il primo impegno da allenatore in Italia dopo gli anni trascorsi alla guida dell'Al-Sadd ed ha i contorni dell'antipasto di un ritorno definitivo, come gli è stato fatto notare a margine della conferenza. “Devo allenare questa di Nazionale e credo che sarà abbastanza difficile", dice lui evitando il riferimento diretto alle voci di un ritorno sulla panchina azzurra per far ripartire il calcio italiano dopo l'elezione di Giovanni Malagò alla guida della Federcalcio. In collegamento telefonico con Fanpage, Mancini si smarca prevedibilmente da domande dirette su un ritorno in Nazionale, ma si resta in tema azzurro per capire la sua visione sulla situazione attuale del calcio italiano.

Una delle sue affermazioni di maggior peso da CT della Nazionale era stata quel "nella mia lista prima Pafundi e poi gli altri", con riferimento alla necessità di spingere i giovani talenti. La ripeterebbe oggi?

Certo che sì. Allora Pafundi era uno dei migliori talenti italiani e lo è ancora, dipende tutto da lui. Il talento ce l'ha, ma bisogna sempre metterci qualcos'altro.

Simone Pafundi in Nazionale
Simone Pafundi in Nazionale

A proposito di giovani, ne sta già osservando alcuni per portarsi avanti con il lavoro?

Non per il motivo che crede lei (ride, ndr) Guardo perché è il mio lavoro, nessun'altra ragione in particolare.

Però si guarda attorno, dovesse mai accadere che la chiamata arrivi.

Vediamo cosa accadrà.

Sul caso Balogun e la squalifica sospesa, con la telefonata di Trump a Infantino, sembra essere accaduto qualcosa senza precedenti. Cosa ne pensa e soprattutto crede che abbia inciso sul risultato di Belgio-USA?

È stata una cosa certamente particolare, anche se penso che Garcia (allenatore del Belgio, ndr) avesse cose più importanti a cui pensare, preparava la partita, un ottavo di finale importante. Penso che per un giocatore non faccia la differenza e che un allenatore debba pensare alla propria squadra.

Cristiano Ronaldo, ieri lo abbiamo visto salutare i mondiali per sempre dopo la sconfitta del Portogallo con la Spagna. Che sensazione le ha fatto?

Ronaldo è stato uno dei migliori giocatori di sempre e riuscire a giocare un mondiale alla sua età è una cosa difficile, dovrebbe essere molto orgoglioso di questo. È chiaro che arrivare a fine carriera e dover lasciare la nazionale non deve essere bello.

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