Luciano Spalletti in difficoltà per la domanda su Milik: “Hai ragione, mi sono penalizzato da solo”

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Spalletti e il caso Milik: “L’esclusione dalla lista Serie A? Mi sono penalizzato da solo”. L’ammissione del tecnico della Juve e l’analisi sul problema del go.

Alla Juventus in questo avvio di stagione mancano e non poco i gol degli attaccanti. Il pareggio contro il Milan ha confermato il momento poco favorevole di Kolo Muani e la necessità per Woltemade di avere tempo per ambientarsi bene nel calcio italiano. Nel frattempo è tornato di stretta attualità il discorso legato a Milik, che è stato escluso dalla lista Serie A e almeno per ora non è utilizzabile. Dopo un calvario legato agli infortuni, il polacco la scorsa estate sembrava pronto a ritagliarsi uno spazio; e invece non c'è stato niente da fare, con Spalletti che ha deciso per l'esclusione sua e dell'infortunato Thuram. Se tornasse indietro, Luciano rifarebbe questa scelta? Difficile dirlo, a giudicare dalle parole pronunciate alla stampa polacca.

Il mister della Juventus non ha nascosto la difficoltà nell'affrontare l'argomento Milik. Ai microfoni di Eleven Sports, Spalletti ha dovuto spiegare i motivi dell'esclusione dell'ex centravanti del Napoli che, seppur come risorsa a gara in corso, avrebbe potuto dare una mano ai bianconeri: "Questa è una domanda che mi mette davvero in una situazione molto difficile. Hai ragione, Milik è un ottimo calciatore. Eravamo convinti di poter effettuare alcune operazioni sul mercato dei trasferimenti. Alla fine, però, non è uscito nulla, ai dirigenti non è riuscito di fare ciò che volevamo".

La scelta di avere due giocatori per ogni posizione, con Kolo Muani e Woltemade dunque in pole position, e anche i dubbi sulle condizioni fisiche di Milik hanno spinto la Juve a fare questa scelta per non avere "carenze in altre posizioni". Spalletti si è sentito di dare ragione al suo interlocutore sul ruolo che il polacco avrebbe comunque potuto rivestire, per una situazione che ora gli si è ritorta contro: "Ha ragione lei. Mi sono limitato da solo e penalizzato lasciando fuori dalla rosa un giocatore importante".

Al di là dell'ammissione di colpa in TV, la vicenda Milik mette a nudo un cortocircuito nella costruzione della rosa bianconera. Nel tentativo di garantire una coppia di alternative per ogni ruolo, la decisione di sacrificare la terza punta centrale per non intasare le liste ha lasciato la Juventus priva di un vero "piano B" d'area di rigore anche per gli assalti finali. Se Kolo Muani predilige l'attacco della profondità e Woltemade necessita ancora di tempo per assimilare i tempi di pressione della Serie A, un profilo fisicamente strutturato e abile nel riempire i sedici metri come Milik sarebbe stato la soluzione ideale a partita in corso, al netto ovviamente delle incognite sulla sua tenuta fisica.

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